Il 2025 sta assumendo la forma di una lotta psicologica tra due personalità molto diverse nel team McLaren. Il calmo, pacato Oscar Piastri ha vinto il suo terzo GP consecutivo a Miami e ha un vantaggio di 16 punti sul compagno di squadra Lando Norris. Ma la furia di Norris – e il dito medio – erano rivolti al campione Max Verstappen, dopo l’ultima battaglia in pista. Quando gli è stato chiesto se abbia preso un rischio troppo alto cercando di passare all’esterno la Red Bull, Norris ha risposto: “Se non lo fai la gente si lamenta. Se lo fai idem. Ma con Max va così, o rischi l’incidente o non passi“.
Piastri invece ha passato Verstappen in modo pulito: “Era solo questione di aspettare il momento giusto o indurlo all’errore, ed è quello che ho fatto“, ha detto l’australiano. Secondo Ralf Schumacher, l’ultimo duello Norris-Verstappen è solo l’ultimo di una serie di scivoloni: “Non so cosa non vada in Norris. E’ sempre stato molto determinato nei kart e in altre serie, ma ha perso un po’ quello stile. Forse perché è troppo cauto e troppo preoccupato di perdere punti e terreno, ma in quel modo lo fa. E si è fatto la fama di pilota facile da passare nei duelli. Perché abbiamo visto che Piastri è riuscito a costringere Verstappen a un piccolo errore per passarlo all’interno“.
Alain Prost pensa che Piastri stia vincendo alla grande la guerra psicologica in McLaren: “Le corse ovviamente si disputano in pista“, ha detto il quattro volte campione a L’Equipe. “Riflessi e talento naturale dei piloti sono ovviamente essenziali. Ma le corse si disputano anche con la mente, la psicologia è un elemento cruciale. Era già così ai miei tempi, ma adesso è ancora più determinante per il successo di un pilota. Adesso tutto è visibile, provato, noto. Molti piloti soccombono a questo trend ma penso che facendolo si mettano addosso una quantità enorme di pressione. Altri scelgono di restare discreti e secondo me fanno bene. Il leader del campionato Piastri fa quasi fatica a parlare, non sappiamo molto della sua vita fuori dalla pista. E’ riservato di natura, sparisce tra una gara e l’altra e si libera da questa pressione“.




