Il progetto Sketch Body celebra l’incontro tra i due estremi del processo creativo: l’intuizione e l’esecuzione. Da una parte, il primo gesto. Un tratto rapido, quasi istintivo, che scorre sulla carta e cattura un’idea ancora libera dai vincoli della materia. È l’essenza stessa della creazione: l’istante in cui una visione prende forma attraverso la mano del designer, nel segno immediato e riconoscibile dal tratto di Flavio Manzoni. Dall’altra, la maestria del fare. La precisione dell’ingegneria, l’eccellenza manifatturiera e il sapere artigianale che trasformano quell’intuizione in un oggetto capace di correre sulla strada. È il momento in cui l’immaginazione diventa presenza, in cui la forma si afferma nella sua dimensione compiuta.
Flavio Manzoni: “Negli Sketch Body la superficie si trasforma in spazio narrativo: una tela in cui il tratto si inserisce e si espande, seguendo le curvature, assecondando le tensioni dei volumi, dialogando con la luce e la materia”.
Sketch Body nasce esattamente in questo spazio di tensione. Introduce un nuovo modo di interpretare il progetto Ferrari Collectibles che, dopo i Components, i Red Pieces e i Drivers’ Pieces più legati al mondo del racing, portano il progetto verso una dimensione più dichiaratamente artistica: non più soltanto frammenti di vettura, ma superfici che raccontano il pensiero che le ha generate. Oggetti che non si limitano a conservare, ma che interpretano, rileggono, trasformano.
Ispirato alla Ferrari 812 Competizione Tailor Made, cofani o dorsali vengono sottratti alla loro funzione originaria per diventare una tela tridimensionale sulla quale rivive lo sketch che ne ha guidato la nascita. Il primo segno creativo ritorna così sulla superficie che, al termine del percorso, rappresenta una delle espressioni più compiute della vettura. La superficie si trasforma quindi in spazio narrativo: una tela in cui il tratto si inserisce e si espande, seguendo le curvature, assecondando le tensioni dei volumi, dialogando con la luce e la materia. L’oggetto rinasce in una nuova dimensione: non più semplice componente meccanica, ma un ponte tra idea e materia, tra visione e realtà. Una traccia tangibile del viaggio che conduce dal foglio bianco all’automobile, dove il gesto iniziale non si esaurisce, ma continua ad abitare la forma.





























