La Ferrari lascia il GP di Spagna e il nuovo circuito del Madring con il quarto posto di Charles Leclerc e il ritiro di Lewis Hamilton, ma Fred Vasseur è ancora convinto che la strategia di sperare nei problemi altrui fosse giusta. Il risultato della gara è stato in buona parte condizionato dalle posizioni di partenza definite dalle qualifiche: la squadra ha provato tutto quello che poteva dal punto di vista strategico, differenziando la scelta delle gomme sulle due vetture nel tentativo di creare opportunità utili a guadagnare posizioni.
Lewis è partito dalla quarta posizione con gomme Soft ed è scattato bene, riuscendo inizialmente a portarsi davanti a Max Verstappen, prima che l’olandese recuperasse la posizione tagliando la chicane. Al terzo giro Hamilton si è visto restituire il terzo posto dal pilota della Red Bull ma poco dopo ha accusato un problema al sistema frenante che lo ha costretto al ritiro, il primo della sua stagione. Charles, scattato quinto con gomme Hard è salito in quarta posizione dopo il ritiro del compagno di squadra e si è ritrovato in testa quando i piloti davanti a lui – Andrea Kimi Antonelli, Verstappen e Lando Norris – si sono fermati per passare a gomme Hard approfittando della Virtual Safety Car innescata dallo stop in pista di Lance Stroll. Con i piloti davanti che avevano già effettuato la sosta, la squadra ha deciso di lasciare Charles in pista per tenersi aperte tutte le possibilità strategiche offerte da un’eventuale neutralizzazione nella seconda parte di gara. Una bandiera rossa gli avrebbe consentito infatti di cambiare pneumatici durante la sospensione mantenendo la posizione in pista, mentre una Virtual Safety Car avrebbe ridotto sensibilmente il tempo perso per la sosta, offrendo la possibilità di guadagnare una posizione sui rivali. Nessuna delle due opportunità si è concretizzata e Charles si è infine fermato al giro 48, passando alle gomme Soft e rientrando in pista al quarto posto alle spalle di Antonelli, Verstappen e Norris, andando fino alla bandiera a scacchi. Ora un weekend di sosta prima che il Mondiale 1 riprenda tra due settimane con il GP dell’Azerbaijan, sul circuito cittadino di Baku.
Charles Leclerc: “La mia è stata una gara buona nella quale abbiamo portato a casa quello che, realisticamente, era il miglior risultato possibile, se consideriamo quanto è difficile sorpassare su questa pista. Abbiamo fatto un buon lavoro con la strategia, giocandoci le nostre carte: abbiamo deciso di prenderci un rischio e aspettare una Safety Car prima della fine della gara per cercare di trarne vantaggio, ma questa eventualità non si è verificata. Se avessimo scelto la strategia opposta, avrei comunque concluso al quarto posto, per questo credo che abbiamo ottenuto il massimo possibile dalla nostra gara. Ora ci prendiamo una piccola pausa ma ripartiremo presto per preparare il prossimo appuntamento di Baku, una pista sulla quale mi è sempre piaciuto correre“.
Lewis Hamilton: “Innanzitutto, un grande grazie a tutta la squadra per il lavoro svolto nel fine settimana. Eravamo in condizione di poter lottare per un buon risultato e la vettura si stava comportando bene. Purtroppo, nelle primissime fasi di gara abbiamo avuto un problema al sistema frenante che ci ha costretto a concludere anzitempo la nostra corsa. È un peccato, soprattutto considerando tutto il lavoro fatto durante il weekend, sia in pista che a Maranello. Ora guardiamo alla prossima gara, a Baku, dove faremo del nostro meglio per essere competitivi“.
Fred Vasseur: “Come altre squadre, oggi abbiamo differenziato le strategie, schierando una vettura con gomme Soft e l’altra con le Hard. Con Charles eravamo davanti al gruppo dei piloti partiti con le Hard e lui ha disputato un primo stint molto solido, spingendo per quasi 50 giri e mantenendo un buon passo fino alla fine. Sapevamo che c’era una ragionevole possibilità che entrasse una Safety Car o che venisse esposta una bandiera rossa, quindi abbiamo deciso di allungare lo stint per mantenere aperta questa opportunità. Una sospensione avrebbe potuto metterci in condizione di lottare per la vittoria, mentre una Safety Car avrebbe potuto darci la possibilità di puntare al terzo posto. Alla fine nessuna delle due situazioni si è verificata, ma credo assolutamente che valesse la pena di provarci. Per quanto riguarda Lewis, al momento non conosciamo ancora la causa esatta del problema al sistema frenante che lo ha costretto al ritiro e analizzeremo tutto nel dettaglio. Il nostro approccio verso il campionato non cambia: affrontiamo una gara alla volta e ora la nostra attenzione si sposta su Baku”.
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Ma come si fa a fare una strategia contando sulla “ragionevole possibilità” di una Safety Car o di una bandiera rossa, entrambe situazioni che avrebbero potuto essere innescate da un incidente o comunque da problemi altrui? Questa è la sportività del team principal Ferrari, condivisa anche da Charles Leclerc? Questa non è strategia, è roba che al limite uno può pensare e fare dietro le quinte, ma ci vuole un bel pelo sullo stomaco per dichiararlo pubblicamente fin dalla vigilia e, soprattutto, ribadirlo con convinzione a fine gara. Dopo che i geni al muretto hanno toppato rovinosamente e Leclerc è arrivato sì quarto, ma a 30 secondi da Kimi Antonelli. “Sapevamo“, non “speravamo“: la pista ha provato che non sapevano. Una gran bella strategia, fossimo in loro la faremmo pari pari a Baku, tanto ormai non c’è più niente da salvare. E anche quest’anno è andato… Eppure nel 2022 il presidente John Elkann aveva dichiarato che la Ferrari avrebbe vinto un Mondiale Piloti e un Costruttori entro il 2026… Vasseur, lo sai in che anno siamo?!?
Barbara Premoli
















