Forse e meglio così. Che ci abbiano pensato l’Indycar, Chip Galassi, Max Papis e tutti quelli che volevano veramente bene ad Alex Zanardi. A cosa mi riferisco? Allo stupendo tributo in onore del nostro Alex con il cavatappi di Laguna Seca che da ora in poi si chiamerà Corkscrew Alex Zanardi.
Qui in Italia a Monza forse si era troppo impegnati ai pass per Influencer, starlette, tik tokers. Troppo impegnati a cucinare la pasta sul rettilineo di partenza o a perdere tempo dietro le solite noiose, ammuffite, scenette sugli stereotipi italiani. Alex Zanardi, lo avevamo già scritto quando lo avevamo salutato a Padova, è piu un uomo del popolo. Noi che tante volte abbiamo guardato a lui per la tenacia e la volontà di non mollare mai anche quando la vita sa essere schifosa. Quando ci lasciò in molti, da politici, sportivi, gente VIP, si erano riempiti la bocca di grandi parole e poi al funerale non si vide quasi nessuno… Tranne i pochi veri grandi amici e la gente. La gente di Alex. La gente di tutti i giorni, mica quella che mangia sul rettilineo.
Grazie Indycar, Chip, Max e tutti oltre oceano per aver ricordato Alex e averci fatto vedere cosa vuol dire avere nel cuore una persona. Qua ci abbiamo messo anni e anni per ricordare Michele Alboreto e non abbiamo dimostrato un minimo di vergogna. E nel weekend la grafica alla Parabolica a lui dedicata è stata sostituita da quella di Cars, perché sponsorizzazioni e business first! Per fortuna Alex sarà sempre là dove il suo mito ci riporterà con il pensiero… A Laguna Seca, al cavatappi, all’impossibile che diventa possibile e non morirà mai. Specie nel cuore degli appassionati veri di Formula 1 e motorsport. Ciao Alex.
Riccardo Turcato
PS: ieri abbiamo segnalato ad ACI quello che stava avvenendo a Laguna Seca, come a suonare un campanello, perché Zanardi è un nostro pilota, ha corso anche in F1 ed è legato a Monza, anche nel dramma di quel sabato pomeriggio del 2001, quello delle Ferrari col musetto nero, post 11 settembre. Quel sabato pomeriggio in cui arrivò la notizia dell’incidente al Lausitzring, quando per Alex sembrava tutto finito. Gli appassionati ieri hanno visto e hanno espresso i loro sentimenti sui social. Nin avremmo voluto scrivere questo articolo perché speravamo, illudendoci, che ci mettessero una pezza. Niente e sono le 13.40. Ci hai insegnato tu, Alessandro, a tenere botta, a non mollare, a dare valore a quello che conta davvero, ai 5 secondi. Mi sembra di sentire la tua voce: “Ma ancora ti sorprendi? Molto meglio così!”. Hai ragione,… ma i 5 secondi sono scaduti.
Barbara Premoli































