Sarà Pierre Gasly a scattare dalla pole del Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia a Monza. Sulla pista dove il francese aveva già conquistato la sua prima vittoria in Formula 1, il pilota dell’Alpine ha ottenuto la prima pole in carriera con un tempo di 1’21”786. Gasly è riuscito a precedere George Russell e Oscar Piastri: il britannico della Mercedes ha chiuso in 1’21”846, mentre l’australiano della McLaren ha fermato il cronometro a 1’21”966.
Nel corso delle qualifiche, i piloti hanno utilizzato prevalentemente la mescola Soft, ad eccezione di George Russell e Liam Lawson, che hanno scelto inizialmente la Medium in Q1. Russell ha ottenuto il miglior tempo della prima sessione proprio con la C4, mentre Lawson è riuscito a migliorarsi successivamente utilizzando la C5. Le tre sessioni di qualifica si sono svolte in condizioni molto calde, con la temperatura dell’aria che ha superato i 35 °C e quella dell’asfalto che ha raggiunto i 49 °C. Per la gara di domani sono previste condizioni analoghe.
Russell è stato il più veloce delle FP3 con un tempo di 1:22.219. Lewis Hamilton ha chiuso in seconda posizione, davanti a Max Verstappen. Durante la sessione sono state utilizzate esclusivamente le mescole Medium e Soft. Alex Albon ha completato il maggior numero di giri sullo stesso set di pneumatici Soft con 19 tornate, mentre Pierre Gasly ha percorso il maggior numero di giri sullo stesso treno di Medium con 17 tornate.
Il Pirelli Pole Position Award è stato consegnato da Federica Brignone. La sciatrice alpina italiana, campionessa olimpica nel supergigante e nello slalom gigante ai Giochi di Milano Cortina 2026, vanta inoltre altre tre medaglie olimpiche, cinque medaglie ai Campionati del Mondo, due Coppe del Mondo generali e cinque Coppe del Mondo di specialità.
Dario Marrafuschi, direttore motorsport Pirelli: “Le nostre simulazioni indicano che la strategia a una sola sosta sarà la più competitiva a Monza, anche se esistono diverse varianti molto vicine tra loro in termini di tempo complessivo di gara. La scelta della mescola di partenza dipenderà probabilmente dalle caratteristiche di ciascuna vettura, così come dall’approccio strategico che i team vorranno adottare in funzione della posizione in griglia.
La Medium sembra offrire il maggior grado di flessibilità, consentendo di reagire a eventuali neutralizzazioni sia nelle prime fasi sia nella seconda parte della gara. Sulla carta, la strategia più veloce prevede infatti la partenza con la C4 e un pit stop tra il 24° e il 30° giro per poi completare la corsa con la Hard. Un’alternativa, stimata circa due secondi più lenta sull’intera distanza, consiste nel passare dalla Medium alla Soft tra il 30° e il 36° giro. La C5 si è dimostrata pienamente utilizzabile anche in gara e potrebbe rappresentare un’opzione interessante per chi vorrà sfruttare il maggiore livello di aderenza iniziale per guadagnare posizioni nel lungo rettilineo che conduce alla prima staccata. In questo caso, la finestra ottimale per il pit stop sarebbe compresa tra il 19° e il 25° giro, con la Hard utilizzata fino alla bandiera a scacchi.
I dati raccolti oggi confermano un degrado contenuto per tutte e tre le mescole, senza segnali di usura critica o di cali prestazionali significativi. Ci aspettiamo che il graining, come già osservato ieri, rimanga limitato e non tale da influenzare in maniera determinante la gestione degli stint. Le caratteristiche del circuito, con i suoi lunghi rettilinei e le ridotte richieste di trazione, favoriscono inoltre il controllo delle temperature dei pneumatici posteriori e quindi una gestione termica ottimale nel corso del Gran Premio. Le squadre avranno così a disposizione diverse opzioni strategiche, con tutte e tre le mescole pienamente utilizzabili e in grado di offrire opportunità differenti a seconda dell’evoluzione della gara.”
















