Mai dire mai. Questa la lezione del GP dell’Azerbaijan, vinto da Sergio Perez davanti a Sebastian Vettel e a Pierre Gasly, dopo colpi di scena a non finire. La vittoria sembrava ormai in cassaforte per Max Verstappen, prima del ritiro a 5 giri dalla fine, per un problema a un pneumatico. E dopo la ripartenza Lewis Hamilton, che era secondo, ha bloccato finendo lungo e chiudendo 16°. Partito dalla pole, Charles Leclerc ha mantenuto il comando alla partenza, poi passato da Hamilton senza neppure bisogno del DRS nel giro 2, e da Verstappen nel giro 7.
L’olandese ha preso la leadership dopo una serie di pitstop determinante. A dare il via Hamilton nel giro 12, con una sosta lenta per passare alle hard a causa del traffico nella pitlane. Un giro dopo è rientrato Verstappen uscendo primo, seguito da Perez a dividere i rivali in campionato. Tutto bene per Max, rimasto davanti alla ripartenza dopo la safety car nel giro 35 dopo il brutto incidente di Lance Stroll, a causa dello scoppio del pneumatico posteriore sinistro sul rettilineo. Tutto bene, fino a quando lo stesso destino è toccato al #33, finito in testacoda e poi a muro sempre per una gomma. L’incidente ha causato la bandiera rossa che ha sospeso la gara nel giro 48, ripresa con una standing start 35 minuti dopo, nel giro 50, con due giri ancora da disputare. Nella pausa tutti hanno cambiato pneumatici, tranne Vettel.

Allo spegnimento dei semafori, Perez è scattato davanti a Hamilton, Vettel, Gasly e Leclerc. Il campione della Mercedes è partito bene e sembrava poter passare il messicano, ma un bloccaggio l’ha fatto finire nella via di fuga alla curva 1. Ultimo momento di pathos quando Leclerc ha tentato di passare Gasly ma, come lui stesso ha ammesso a fine gara, non ha voluto rischiare e il sesto round del Campionato si chiede quindi con Perez, Vettel e Gasly sul podio.
Pilota del giorno, Sebastian Vettel che, partito 11° ha fatto una gran gara, anche grazie a una strategia perfetta, che l’ha fatto fermare ai box 18 giri dopo tutti gli altri, uscendo sesto. Al restart, dopo l’incidente di Stroll, è risalito in 4° posizione davanti a Leclerc e Gasly ed è poi stato promosso sul podio dopo il ritiro di Verstappen. terzo posto poi diventato secondo grazie al lungo di Hamilton. E punti preziosissimi per l’Aston Martin, al primo storico podio dal suo rientro in F1.
Quinto Lando Norris, dopo essere partito 9°, davanti all’Alpine di Fernando Alonso, con il rookie dell’AlphaTauri Yuki Tsunoda partito e arrivato 7°. A chiudere la top 10 la Ferrari di Carlos Sainz, 8°, che è riuscito a recuperare dopo un bloccaggio nel giro 11 che l’ha fatto scivolare in 15° posizione, Daniel Ricciardo, 9° dopo essere partito 13° e ultimo punto per l’Alfa Romeo Racing di Kimi Raikkonen, davanti al compagno di squadra Antonio Giovinazzi.
Una brutta botta e rabbia più che giustificata per Max Verstappen, che oggi avrebbe potuto allungare la leadership in campionato, ma che contiene i danni, grazie al fatto che Hamilton sia arrivato fuori dai punti. Come il compagno di squadra Valtteri Bottas, 12°. Una Mercedes che lascia l’Azerbaijan con parecchie cose su cui riflettere… stessa cosa che dovrà fare Pirelli. PS: ma che belli sono stati gli abbracci alla fine tra i piloti. E vedere Verstappen comunque sotto il podio. Il ragazzo è cresciuto e oggi avrebbe davvero meritato, anche perché questa Red Bull ha davvero le ali!
Barbara Premoli






























