I piloti di Formula 1 dicono di fidarsi della FIA per prendere la decisione giusta, mentre l’escalation della crisi iraniana mette in dubbio i GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita. Con i due round di aprile potenzialmente a rischio, George Russell ha affermato che la situazione è in gran parte fuori dal controllo dei piloti. “In definitiva, penso che tutti noi confidiamo nella F1 e nella FIA per prendere la decisione giusta“, ha detto il pilota della Mercedes e direttore della Grand Prix Drivers’ Association. “Sono sicuro che cambierà ogni giorno, e mancano ancora quattro o cinque settimane, quindi non credo che nessuno stia davvero insistendo su queste domande perché c’è ancora molto tempo da qui ad allora. Ovviamente in un certo senso è fuori dal nostro controllo. Quindi sì, dobbiamo fidarci di chi è ai vertici per prendere la decisione giusta. E sono sicuro che ci siano dei piani B in atto, ma non lo chiediamo e confidiamo che ci stiano lavorando“.
Opinione simile quella di Carlos Sainz: “Penso che la Formula 1 e la FIA siano molto meglio informate su ciò che sta accadendo grazie ai loro contatti in Medio Oriente e nel resto del mondo. Pertanto, penso che siamo, per così dire, in balia di ciò che la leadership dello sport decide di fare, e sono abbastanza sicuro che prenderanno la decisione giusta quando arriverà il momento. Essendo ancora così lontani da quelle gare, non credo valga la pena sprecare troppe energie pensando a cosa succederà.”
L’ex consulente della Red Bull Helmut Marko è più scettico e ha detto all’emittente austriaca ORF che senza un cessate il fuoco, “entrambe le gare sono in serio pericolo“, escludendo il Red Bull Ring come sostituto a breve termine: “Svaluterebbe il GP estivo. Ma ci sono molti circuiti al mondo che vogliono ospitare un GP. Tuttavia, dal punto di vista logistico e di preparazione, sarà difficile sostituire Bahrain e Arabia Saudita nelle stesse date in così poco tempo“.
La crisi si è già fatta sentire a Melbourne, con lo sponsor Qatar Airways che ha cancellato tutta l’ospitalità aziendale all’Albert Park per rispetto dei passeggeri bloccati in Medio Oriente. “A causa della chiusura in corso dello spazio aereo del Qatar e della sospensione temporanea delle operazioni di volo di Qatar Airways, la compagnia aerea ha rinviato gli eventi programmati per i media e i partner a Melbourne questo fine settimana”, ha dichiarato un portavoce”.
A quanto emerge, la Formula 1 si prenderebbe altri 10 giorni prima di decidere il destino dei due round del Golfo. Una decisione deve arrivare subito dopo il GP di Cina, poiché la logistica delle merci, ulteriormente complicata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz al trasporto marittimo, non può aspettare ancora a lungo Se entrambe le gare dovessero essere annullate, è più probabile che il calendario 2026 si riduca da 24 a 22 eventi piuttosto che vedere l’aggiunta di sedi sostitutive, lasciando un intervallo di cinque settimane tra Suzuka e Miami. Imola, Portimao e una doppia gara in Giappone sono state indicate come opzioni di emergenza, ma il punto è la questione finanziaria: le sedi sostitutive pagherebbero molto meno di quelle del Golfo, rendendo la cancellazione più economica per i team rispetto alle gare. Una cosa è certa, come ha affermato un portavoce della F1: “Su tutte le considerazioni, la sicurezza di tutti i soggetti coinvolti ha la precedenza”.
Ma il punto è anche un altro, acccennato da Marko: la logistica. Le aziende che vendono pacchetti e biglietti (in Italia All Sport è Official Agent di F1 Experiences, ticket reseller di biglietteria ufficiale di tutto il Campionato Mondiale Formula 1) stanno vivendo un incubo e caos totale: gli ospiti pronti per la Cina non possono andare perché hanno scalo a Dubai. Quelli che avevano acquistato per Bahrain e Arabia vogliono annullare, ma le società non possono restituire i soldi finché gli eventi non sono ufficialmente annullati, senza contare che i soldi dei clienti sono stati già versati nelle casse degli organizzatori delle gare. E la questione tempo è determinante: è di poche ore fa la notizia data da Sky Sports F1 secondo cui se Bahrain e Arabia saltassero, non sarebbero sostituiti da altre gare e che la FIA si riserva di comunicare la decisione entro il 20 marzo. Al dramma della guerra, si aggiunge anche quello di aziende che hanno accordi con Liberty Media per vendere pacchetti, biglietti, hospitality e Paddock Club e che rischiano di subire perdite davvero notevoli, si parla di milioni, non di noccioline,,,
Barbara Premoli




