Francesi. Solo da loro Jean Graton poteva prendere spunto per il suo Michel Vaillant. Piloti poliedrici che guidavano qualsiasi cosa gli mettessi in mano. Velocissimi, indisciplinati, capaci di grandi imprese e ancora di più grandi capitomboli.
Dovette arrivare un professore, Alain Prost, per portare il primo mondiale oltre le Alpi. Johnny Servoz Gavin è tra i più amati da Graton… Nel 1967 si qualifica all’esordio in F1 al GP di Montecarlo a bordo di una F2. Ma è l’anno dopo, nel 1968, che, chiamato a sostituire all’ultimo Jackie Stewart, sempre a Montecarlo, piazza la Matra MS10 del Boscaiolo Tyrrell in prima fila. Pronti via, parte in testa, tre giri pazzeschi, tocca il guard rail e finisce li. Andrà poi a podio a Monza. Nel 69 domina in F2, e in F1 porta avanti la poco fortunata avventura della Matra 4WD. Ci andrà comunque a podio, unico pilota a farlo con questa tecnologia.
Poi il 1970. A 28 anni, decise di smettere. Un po ‘ per la paura e la presa di coscienza di quanto fossero pericolose le corse in quegli anni, ma soprattutto per un ramo preso in pieno viso mentre guidava un fuoristrada che gli rovinò la vista danneggiandogli l’occhio che gli impediva di vedere bene ad alte velocità.
Servoz è una meteora. Saluta tutti. Va a vivere nella sua barca sulla Senna a Parigi che gli fa da casa. Per molti anni resta li. Poi decise di navigare, andare all’avventura e levare l’ancora per il Mediterraneo. Esce dalla porta con tutti i trofei in mano e li getta nella Senna, era lì comodo. Un potenziale che poteva essere enorme e che ha lasciato molti rimpianti, ma anche una porta aperta a un altro francese, Cevert, che dopo Monaco 70 lo sostituirà, ma questa è un’altra storia. Una storia da cui Graton ha attinto molto per i suoi fumetti, ma i piloti francesi bastava guardarli, non serviva immaginarli.
Riccardo Turcato
















