Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno fatto segnare i migliori tempi rispettivamente nella prima e nella seconda sessione di prove libere in Ungheria. I piloti del Cavallino non solo hanno ottenuto il miglior riferimento assoluto nelle due ore di attività in pista, ma si sono rivelati anche i più veloci con entrambe le mescole, Soft e Medium. Nelle FP1 la maggior parte dei piloti ha scelto la Medium (C4) per i run iniziali, mentre solo le due Cadillac e le Aston Martin sono scese in pista con la Hard (C3). Nel finale della sessione è stato Leclerc a ottenere il miglior riferimento cronometrico grazie alla Soft (C5), fermando il cronometro sull’1:19.075. Il monegasco ha primeggiato anche con la C4 in 1:20.287.
Nella seconda sessione è toccato all’altro pilota Ferrari, Lewis Hamilton, chiudere al comando con un tempo di 1:18.729, sempre utilizzando la mescola Soft. Alle sue spalle si sono classificati Leclerc e Lando Norris, anch’essi su gomma rossa. Il sette volte campione del mondo è stato il più veloce anche sulla Medium nella stessa sessione con 1:19.585. Nella fase iniziale delle FP2 l’attenzione si è concentrata soprattutto sui pneumatici Hard e Medium. Alex Albon è stato il pilota che ha completato più giri con un set di C3, percorrendo 26 tornate, mentre George Russell e Valtteri Bottas ne hanno effettuate 23 con la C4. Tra chi ha utilizzato la Soft, Leclerc è stato il più prolifico, arrivando a completare 18 giri con la C5. Le temperature ambientali si sono mantenute intorno ai 25°C, mentre quelle dell’asfalto hanno raggiunto i 46°C. Per le qualifiche sono attese condizioni molto simili.
Simone Berra, Pirelli chief engineer: “Lo potremo capire meglio sabato, quando le scuderie avranno completato l’analisi dei dati raccolti il venerdì, ma dalle indicazioni emerse nelle prime due ore di prove libere resta ancora incerto il numero di soste che vedremo domenica in gara. Sei team hanno conservato due set di pneumatici Hard, mentre tutti gli altri ne hanno già utilizzato almeno uno, segnale che al momento non esiste ancora un’opinione condivisa su come affrontare il GP d’Ungheria. Considerando il degrado più elevato osservato nella seconda sessione, dove i piloti hanno spinto maggiormente, la strategia a due soste sembra poter garantire un vantaggio rispetto a un solo pit stop.
Va considerata tuttavia la difficoltà di effettuare sorpassi all’Hungaroring, un circuito dove la posizione in pista continua ad avere un peso determinante. L’aderenza dell’asfalto è risultata piuttosto bassa nel corso della giornata e la Soft è stata la mescola che meglio ha saputo esaltare le prestazioni delle monoposto, grazie al maggiore grip meccanico offerto fin dai primi giri. La Medium, al contrario, ha mostrato una certa tendenza al graining sull’anteriore sinistra. In generale, su questo circuito è fondamentale proteggere l’asse posteriore, gestendo un inevitabile degrado all’anteriore, destinato comunque a ridursi con la progressiva evoluzione della pista durante il weekend. Il divario prestazionale tra Soft e Medium si è attestato intorno agli otto decimi, in linea con le simulazioni della vigilia. Occhi puntati sulla prima sessione di qualifiche dove per i piloti non sarà semplice individuare la giusta finestra per il giro di preparazione e quello lanciato su un tracciato così corto”.

















