Per tutta la settimana che precede la gara, Simone Faggioli è stato il più veloce e costante, conquistando una fantastica pole e lasciando presagire la possibilità di ripetere il risultato dello scorso anno, che lo aveva visto – primo italiano in assoluto – trionfare alla Pikes Peak. Ma Faggioli e la sua NP01 ATM Bardahl hanno dovuto confrontarsi, oltre che con piloti di altissimo livello internazionale e Case ufficiali, anche con la sfortuna e la Pikes Peak 2026 non si è conclusa come ci si aspettava.
Terzo assoluto al traguardo e secondo nella categoria “Unlimited”, con un crono di 8’32”997, resta comunque un risultato importante e di tutto rispetto. Purtroppo, un problema tecnico alla power unit, su cui il team sta indagando, ha compromesso una conclusione che, con molta probabilità sarebbe stata diversa se tutto fosse andato come doveva. Anche questo fa parte delle gare, ma la consapevolezza di poter puntare al gradino più alto del podio resta e il plurititolato pilota fiorentino (11 titoli europei e 19 nazionali conquistati nel Campionato di velocita in salita), si è già dichiarato pronto a rinnovare la sfida alla leggendaria montagna del Colorado.
“Purtroppo, non è il risultato che volevamo. – ha dichiarato Faggioli al traguardo – In tutte le giornate di test siamo stati velocissimi, stabilendo anche il miglior tempo di sempre in qualifica, ma oggi il destino ha voluto così. Nei primi due settori la mia NP01 ATM Bardahl non andava assolutamente e solo nell’ultimo tratto si è messa a posto. Analizzeremo cosa è successo, ma ci tengo tanto a ringraziare tutti i ragazzi del Team e lo staff tecnico per l’enorme lavoro fatto in questa settimana in Colorado e negli scorsi mesi: questa volta avevamo veramente le carte in regola per fare una grande prestazione! Inutile dire che ora guardiamo avanti…”,
La Pikes Peak International Hill Climb è una gara automobilistica il cui tracciato si snoda lungo le pendici del Pikes Peak, catena montuosa situata nello Stato del Colorado (USA). La corsa parte dai 2.862 m di altitudine, e si sviluppa per una distanza totale di 19,99 Km, caratterizzati da 156 tra curve e impegnativi tornanti, per un dislivello di 1.439 m, con una pendenza media del 7% e punte massime del 10.5%. Il traguardo è a quota 4.300 m (per questo viene anche chiamata “Race To The Cluods”), dove la rarefazione dell’ossigeno rende ancora più difficile il tutto, sia da un punto di vista fisco che tecnico. La 104ª edizione della Broadmoor Pikes Peak International Hill Climb ha visto la vittoria del francese Romain Dumas, su Ford, che con un tempo di 8’18”202 ha riscattato la sconfitta subita lo scorso anno da Simone Faggioli e dalla sua NP01 ATM Bardahl. Sempre preparata della Casa costruttrice francese Nova Proto la vettura che Faggioli ha avuto a disposizione per questa gara, ha visto significative evoluzioni tecniche rispetto allo scorso anno. La novità principale riguarda l’adozione di un nuovo propulsore V6 biturbo sviluppato da ATM Motori, che sin dal primo giorno di prova, ha mostrato il suo grande potenziale.
Il team si è presentato al via della Pikes Peak 2026 con tre piloti, compreso Faggioli. Diego De Gasperi, alla sua seconda esperienza in questa gara, ha ottenuto un ottimo quarto posto assoluto, terzo nella categoria “Unlimited”, alle spalle di Faggioli. Trasferta sfortunata per l’altro portacolori, Franco Caruso, al suo debutto in Colorado, costretto al ritiro per un incidente occorsogli nei primi chilometri di gara, fortunatamente senza conseguenze per il pilota.
Bardahl, storico partner del Team Faggioli, oltre a essere il title-sponsor della sua vettura, ha supportato la squadra con la fornitura dei suoi lubrificanti motore e additivi, mettendo a disposizione esperienza, know-how e i migliori tecnici del suo M-LAB, per ottimizzare le performance delle tre vetture. Il risultato, purtroppo, non ha premiato gli sforzi profusi, ma la sfida resta aperta e già si guarda al 2027.




