Si è conclusa con la vittoria di Romain Dumas la 104ª edizione della Pikes Peak International Hill Climb, una delle competizioni più impegnative del motorsport mondiale. Il pilota francese ha portato al successo la sua Ford Super Mustang Mach-E gommata Pirelli con il tempo di 8’18″202, conquistando per la sesta volta in carriera il titolo di King of the Mountain. Sul celebre tracciato di 19,99 chilometri e 156 curve che conduce fino ai 4.302 metri della vetta del Pikes Peak, Pirelli era al fianco oltre che di Dumas anche del campione uscente Simone Faggioli, al volante della sua Nova Proto NP01 ATM Bardahl.
Dopo aver conquistato la pole position giovedì, Faggioli, che con il campione francese aveva dominato libere e qualifiche, era tra i principali candidati alla vittoria assoluta. Il pilota italiano ha però dovuto fare i conti con un problema tecnico che ne ha condizionato la prestazione nel corso della salita. Nonostante questo inconveniente è riuscito a concludere la gara in terza posizione assoluta, confermando ancora una volta la competitività del pacchetto composto da vettura, pilota e pneumatici Pirelli.
Per affrontare la sfida americana, Pirelli ha fornito ai propri team pneumatici P Zero sviluppati per esigenze molto diverse. Faggioli ha utilizzato i P Zero Hillclimb da 13 pollici, mentre Dumas ha corso con pneumatici P Zero da 18 pollici di derivazione GT, specificamente ottimizzati per la Ford elettrica.
Terenzio Testoni, Rally Activity Manager di Pirelli e responsabile del progetto assieme a Matteo Braga, Circuit actoivity manager: “La Pikes Peak si conferma una delle gare più difficili al mondo per uomini, vetture e pneumatici. Quest’anno siamo passati da circa 20 gradi sull’asfalto alla partenza a temperature sottozero in vetta, con un’escursione termica eccezionale concentrata in meno di venti chilometri. In queste condizioni la costanza di rendimento diventa fondamentale. La vittoria di Dumas dimostra l’efficacia del lavoro svolto insieme a Ford, mentre il terzo posto di Faggioli, ottenuto nonostante i problemi che ne hanno limitato il potenziale, conferma la competitività delle nostre coperture anche nel contesto più impegnativo del motorsport internazionale.”




