Barcellona ha offerto ai team un’opportunità ideale per vedere all’opera i giovani piloti durante la prima sessione di prove libere. Il circuito è infatti molto utilizzato anche per i test e le squadre dispongono quindi di un’enorme quantità di dati su cui fare affidamento. Sette team hanno dunque scelto di schierare, nella prima ora, piloti non titolari, come previsto dal regolamento almeno quattro volte l’anno durante le FP1. Sono scesi in pista Fred Vesti (Mercedes), Dino Beganovic (Ferrari), Leonardo Fornaroli (McLaren), Ayumu Iwasa (Red Bull), Luke Browning (Williams), Paul Aron (Audi), Colton Herta (Cadillac).
Dal punto di vista delle gomme, in entrambe le sessioni sono state utilizzate tutte e tre le mescole disponibili per il fine settimana. La mescola Hard C2 è stata impiegata in FP1 solo dai piloti Haas, mentre Max Verstappen è stato l’unico a utilizzarla nelle FP2. Nella seconda parte della seconda ora di prove libere, le scuderie si sono concentrate principalmente sugli stint lunghi, utilizzando prevalentemente la mescola Medium C3. Il miglior tempo nelle FP2 è stato fatto segnare da Lando Norris con un 1:15.426 su Soft C4. Le temperature ambientali hanno raggiunto i 29 °C e, di conseguenza, la pista è arrivata a 50 °C. Nelle FP1, il miglior tempo è stato ottenuto da George Russell con un 1:16.363, sempre con la C4.
Prima delle attività di pista, nella sala conferenze del circuito si è tenuta la presentazione del libro “Emozioni. I 500 GP di Pirelli nel Campionato del Mondo di F1” a cura della Fondazione Pirelli e pubblicato da Marsilio Arte. Il volume celebra le 500 gare di Pirelli nel Mondiale attraverso un grande racconto per immagini e testi con materiali provenienti dall’Archivio Storico Pirelli. L’evento si è tenuto alla presenza di Marco Tronchetti Provera, Vicepresidente Esecutivo di Pirelli e Presidente della Fondazione Pirelli; Stefano Domenicali, President & CEO di Formula 1; S.E. Mohammed Ben Sulayem, Presidente FIA, intervenuto con un videomessaggio; Jean Todt, Inviato Speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale; e Nick Heidfeld, ex pilota di Formula 1.
Simone Berra, Pirelli chief engineer: “La maggioranza dei team oggi ha scelto di non utilizzare la mescola Hard, che rimarrà dunque, con due set, nel bagaglio che le scuderie si porteranno in gara. I pochi che l’hanno utilizzata hanno rilevato uno scivolamento maggiore rispetto alle altre due mescole più morbide, con un conseguente surriscaldamento superficiale che la avvicina, in termini di degrado, a Medium e Soft. In generale, tutte le mescole presentano un alto livello di degrado termico, soprattutto sull’anteriore e sul posteriore sinistro, dovuto alla rugosità superficiale dell’asfalto, seconda solo a quella del Bahrain, alle caratteristiche proprie del circuito e alle elevate temperature della pista che, nei prossimi giorni, cresceranno ulteriormente. Nei performance run i piloti faticano a raffreddare le gomme per tentare un secondo giro lanciato che, in queste condizioni, nel migliore dei casi eguaglia il tempo del precedente. Domenica ci aspettiamo quindi una gara con almeno un paio di soste. Medium e Soft, le due opzioni con maggiore aderenza, degradano in maniera simile, ma dai primi dati raccolti sembra che la gomma gialla si adatti più facilmente alla pista di Barcellona. Tra le due, la differenza prestazionale è nell’ordine di cinque o sei decimi di secondo”.













