Ci sono concept car che anticipano il futuro e altre che, pur restando prototipi, riescono a raccontare lo spirito del loro tempo. La Peugeot Peugette appartiene a questa seconda categoria: un esercizio di stile essenziale e intelligente, nato nel 1976 per celebrare i 25 anni di collaborazione tra Peugeot e Pininfarina.
La base di partenza era la Peugeot 104, l’utilitaria moderna lanciata nel 1972 e destinata a diventare una delle protagoniste della motorizzazione di massa in Francia. Da questa piattaforma, e in particolare dalla versione sportiva Peugeot 104 ZS, Pininfarina sviluppò una proposta completamente diversa: una piccola spider a due posti secchi, pensata per una clientela giovane, dinamica e attenta al design. Presentata nei principali saloni internazionali del 1976, tra cui Salone di Ginevra, la Peugette colpiva per il suo stile iperminimalista e per alcune soluzioni decisamente originali. La carrozzeria, caratterizzata da una fiancata quasi simmetrica, prevedeva cofani e portiere intercambiabili, una scelta progettuale tanto semplice quanto innovativa, pensata per contenere i costi e facilitare eventuali riparazioni.
Sotto il profilo tecnico, la Peugette manteneva integralmente la meccanica della 104 ZS: motore 1.1 da 66 CV, trazione anteriore e architettura compatta. Ma più che le prestazioni, a definire il progetto era l’idea di un’auto accessibile, divertente e fuori dagli schemi. Una piccola roadster essenziale, capace di offrire piacere di guida senza complicazioni. Nel tempo venne realizzata anche una variante ancora più radicale, in configurazione “barchetta”, con un solo posto e un piccolo parabrezza in plexiglas: un ulteriore esercizio creativo che portava all’estremo il concetto di leggerezza e libertà.
La Peugette non arrivò mai alla produzione di serie. In quegli anni, le strategie industriali del marchio erano orientate verso obiettivi diversi e più ampi, ma questo non ha impedito al progetto di lasciare il segno. Ancora oggi viene ricordata come una delle concept più fresche e intelligenti del periodo, capace di rompere con i canoni tradizionali del design Pininfarina per esplorare un linguaggio più essenziale e funzionale. A distanza di quasi cinquant’anni, la Peugeot Peugette resta un piccolo manifesto su quattro ruote: la dimostrazione che, anche partendo da una semplice utilitaria, si può immaginare un’auto capace di parlare ai giovani, di essere originale e, soprattutto, di far sognare.











