Alex, per ben due volte lungo il tuo cammino terreno sei arrivato a un passo dalla fine. Per ben due volte pareva assai difficile – se non addirittura impossibile – riuscire a sopravvivere, ma entrambe le volte sei riuscito nell’impresa, la prima tornando addirittura a correre (poco importa se su un’auto da corsa o su una handbike) e addirittura a vincere e tanto, con quei quattro ori olimpici, i due argenti e i numerosi titoli mondiali che, per tutti noi, hanno rappresentato ben più che semplici medaglie, piuttosto autentici monumenti al coraggio e alla resilienza.
Ma a noi, oggi, piace ricordarti anche per il prezioso e disinteressato contributo che ci avevi fornito quando, nel 2019, assieme all’amico Mario Donnini, avevamo voluto dedicare un libro a te e alla tua carriera. Un volume “non ufficiale” che avevi comunque supportato e avvallato come se lo fosse. E allora, caro Alex, semplicemente grazie.




