Dopo gli ultimi appuntamenti corsi sui due circuiti più moderni in calendario, Singapore e Corea, la Formula 1 si appresta ad arrivare sul tracciato storico di Suzuka, teatro di sfide memorabili tra Senna e Prost e in molte occasioni determinante per assegnare il titolo di Campione del Mondo.
Suzuka è un tracciato “vecchio stile” caratterizzato da settori veloci e lenti con diversi spunti per i sorpassi, dove ogni errore si paga pesantemente; le vie di fuga non sono così ampie come negli impianti moderni. Un circuito tosto per piloti e macchine, potremmo aspettarci pertanto qualche bella sorpresa. Il weekend viene vissuto in uno scenario particolare poiché tutti gli addetti al lavori alloggiano nell’Hotel “Suzuka”, prossimo al circuito. L’arrivo in pista dei piloti avviene insieme ai tifosi, numerosi e competenti. Questo fine settimana si riaccende quindi la sfida per la classifica Piloti e Costruttori con Alonso, Hamilton e Raikkonen pronti a battagliare per i posti alle spalle del solitario Vettel. Sul fronte Costruttori l’incertezza è ancora più ampia con un solo punto di distacco tra Ferrari e Mercedes per la piazza d’onore e Sauber e Toro Rosso appaiate al 7°. Praticamente certo il 4° posto di Lotus e il 5° di McLaren. Pertanto la scuderia di Enstone potrebbe frenare gli sviluppi dirottando le risorse al 2014. Diversa la situazione per Sauber e Toro Rosso. Un punto di differenza significa 7° o 8° posto che, tradotto in termini di entrate economiche, equivale a diversi milioni.
I miei ricordi sono legati a qualche delusione di troppo; in due-tre occasioni avevamo tra le mani un buon risultato, sfuggito purtroppo prima della bandiera a scacchi. Ricordo con piacere una conferenza stampa (1990), durante una festa in costume della Pioneer (nostro sponsor durante il GP) in cui annunciava l’estensione della collaborazione per tutta la stagione successiva con il Minardi Team spinto dai propulsori Ferrari. Purtroppo quell’accordo non si concretizzò.
Nel 1992 conquistammo comunque un prezioso punto grazie al 6° posto di Fittipaldi con la M192 motorizzata Lamborghini. Proprio a questo GP è legato un aneddoto simpatico. Per la stagione ‘93 la McLaren era in difficoltà con la fornitura del motore e pertanto la Lamborghini diede il via a uno sviluppo particolare in ottica ’93 di cui anche il “nostro” propulsore beneficiò. Così fu premiato il 6° posto di Christian.
Giappone, nei miei ricordi, significa giornate piacevoli passate a Tokyo con l’amico Tadashi Sasaki; insieme alla ricerca spasmodica di sponsorizzazioni in quella che allora era certamente un Eldorado per le sponsorizzazioni.






