Sembra ieri ma la presenza costante del GP di Ungheria all’Hungaroring ci accompagna ormai dal 1986, 40 anni. Il primo GP oltre la Cortina di Ferro, splendida intuizione di Bernie Ecclestone. Spesso sminuito come circuito Mickey Mouse, poco interessante e lento, in realtà il tracciato magiaro ci ha regalato spesso grandi GP ed emozioni.
Pensate al GP inaugurale e alla lotta Piquet contro Senna. Con Nelson su Williams che fa quel sorpasso stile go kart su Ayrton in fondo al rettilineo. Niente DRS, ala macarena o altro… solo manico. Il duello Senna-Prost nel 1988 in piena lotta Mondiale. La grande vittoria del Leone Nigel Mansell nel 1989 su Ferrari che da 12° va a vincere di gran carriera facendosi beffa di chi diceva che lì, tra quelle curve, era impossibile superare. Nel 90 Boutsen, su Williams, guida la gara perfetta tenendosi dietro alla grande Ayrton. Sempre Mansell nel 92 capitalizza la sua super Williams e già ad agosto vince il Mondiale. Sì, perché GP di Ungheria, prima dell’incetta di GP degli ultimi anni, era sinonimo di Ferragosto. Di gara in pieno clima vacanziero. E, tornando al 92, proprio su quel podio Ayrton disse a Nigel: ”Hai capito che bella sensazione sia vincere un Mondiale? Ora sai perchè sono così bastrado per non fare vincere gli altri”. Nel 93 Damon Hill, figlio di Graham,, diventa il primo figlio d’arte a vincere un GP mondiale.
Nel 97 sempre Hill è primo fino all’ultimo giro su una Arrows che incredibilmente si trova in lotta per la vittoria. Un problema idraulico lo relega al secondo posto a poche curve dalla bandiera a scacchi. A vincere fu Jacques Villeneuve che grazie anche a quei punti a fine anno divenne campione del mondo. Nel 98 Schumacher vinse con una strategia studiata con Ross Brawn al muretto a suon di giri veloci. Una cosa che vista in diretta lasciò a bocca aperta per come fu eseguita. E il 19 agosto 2001 Schumacher vinse il suo quarto Titolo, con quattro gare di anticipo sulla fine della stagione.
Nel 2003 Alonso vince la sua prima gara in carriera, allora era il più giovane di sempre a farlo. Nel 2006 anche Button vince in Ungheria la sua prima gara, come faranno anche Kovalainen nel 2008, Ocon nel 2021 e Piastri nel 2024. Nel 2007 scoppiò la guerra interna tra Alonso e Hamilton e da lì si sviluppò via via la spy story che coinvolse McLaren e Ferrari. Sempre a tema McLaren, nel 2009 ottenne con Lewis la prima vittoria mondiale il sistema ibrido KERS. Ci sarebbero molte altre storie. Quella tragica di Massa, e la molla della sospensione persa da Barrichello, che lo colpì in pieno casco. Fortunatamente possiamo raccontarla come un grosso spavento. L’assurda manovra di Schumacher su Mercedes che chiude Barrichello contro il muretto della corsia box rischiando veramente un incidente serio. Potremmo raccontarne altre di storie. Come quella che i primi a girare sul circuito in go kart furono i Queen, anche loro esploratori oltre cortina. Potete trovare il video su youtube.
L’Hungaroring si è rifatto il volto, è un po’ meno tortuoso della prima versione, un lifting per la F1 moderna. Ma se rimane in calendario, e non viene mai messo in discussione nemmeno con l’avanzata di Paesi arabi, asiatici e d’oltre oceano, un motivo c’è. Ed è quello che ci ha sempre regalato emozioni. E, per chi ha qualche anno in più sulle spalle, avrà sempre quel profumo di Ferragosto delle estati del Festivalbar.
Riccardo Turcato















