Ottavo round stagionale per la F1, nonché terzo appuntamento del mese di giugno. Sono già 40 i GP disputati in Austria perché ai 38 GP d’Austria veri e propri vanno aggiunti i 2 GP Stiria disputati durante la pandemia, quando molte nazioni erano off-limit. Ventuno sono andati in scena a Spielberg, 18 all’Osterreichring e 1 a Zeltweg. Le ultime 4 edizioni del GP Austria sono state vinte da 4 piloti differenti di altrettanti team.
Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, il Red Bull Ring da 4.318 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3 perché ogni giro le frenate sono 6 per complessivi 10 secondi e mezzo: solo le prime 3 sono della categoria Hard, 2 sono Medium e una è Light. Tuttavia in nessun punto la decelerazione raggiunge i 4 g.
Dalle simulazioni effettuate la curva più dura del Red Bull Ring per l’impianto frenante delle monoposto di Formula 1è la prima dopo il traguardo, nonostante presenti spazi e tempi di frenata inferiori alle curve 3 e 4: le monoposto passano da 306 km/h a 149 km/h in 1,93 secondi percorrendo 109 metri. In quel frangente ai piloti è richiesto un carico sul pedale del freno di 110 kg mentre subiscono 3,8 g di decelerazione. La potenza frenante è invece di 1.533 kW.
Rispetto al GP d’Austria 2025, per effetto delle caratteristiche delle monoposto 2026 gli spazi e i tempi di frenata sono decisamente aumentati. Alla curva 3 un anno fa le auto perdevano 228 km/h a fronte dei 216 km/h di quest’anno, eppure lo spazio di frenata è salito da 112 a 135 metri e il tempo di frenata da 2,58 secondi a 3 secondi. Invece la decelerazione massima è crollata da 4,6 g a 3,8 g ed il carico sul pedale del freno è sceso da 142 kg a 110 kg.
Il primo pilota a vincere il GP d’Austria con i freni Brembo fu nel 1999 Eddie Irvine con la Ferrari. Da un paio d’anni la Scuderia impiegavadischi e pastiglie contraddistinte da un componente d’attrito che aveva subito conquistato Michael Schumacher . Il nordirlandese ha vinto 4 GP, tutti con la F399 dotati di dischi in carbonio ventilati. Ai tempi gli studi sulla fluidodinamica dei freni erano agli albori, infatti i fori di ventilazione per ciascun disco erano circa una ventina mentre oggi superano i 1.400.
La gestione del materiale d’usura rappresenta uno degli aspetti che differenziano maggiormente l’approccio dei team di Formula 1. Alcune squadre utilizzano lo stesso set di dischi e pastiglie per l’intero weekend e, in alcuni casi, anche nelle prime sessioni dell’evento successivo. Altre effettuano sostituzioni più frequenti del materiale d’attrito per sfruttare al massimo le caratteristiche tribologiche del sistema frenante e ottimizzare il feeling al pedale caratteristico di una impianto con materiale “fresco”.




