Il giorno perfetto in un weekend perfetto per Lewis Hamilton che, dopo il secondo posto in qualifica, oggi a Barcellona ha vinto il suo primo GP con la Ferrari, mettendo fine alla striscia vincente della Mercedes, chiudendo davanti a George Russell e Lando Norris, con Kimi Antonelli e Charles Leclerc costretti al ritiro nelle fasi finali.
La scelta iniziale di Hamilton e della Ferrari di partire con pneumatici morbidi non gli ha permesso di portarsi in testa al via, ma la strategia a tre soste si è rivelata perfetta, con il campione che ha anche potuto effettuare una sosta gratis durante il periodo di VSC, causato dal ritiro di Alonso. Tornato in pista al comando, da quel momento ha inanellato una serie di giri perfetti, aumentando gradualmente il suo vantaggio sulle Mercedes di Russell e Antonelli e conquistando la sua prima vittoria dopo quasi due anni, riducendo a 41 punti il distacco da Antonelli in classifica, con la Ferrari a meno 72 dalla Mercedes.
Partito dalla pole, Russell si è dovuto accontentare del secondo posto, con la McLaren di Norris terza, per il primo podio tutto britannoco dal 1968. Non è stata una gara facile per il pilota Mercedes, che è stato superato dal compagno di squadra nelle fasi finali, prima del ritiro sfortunato di Antonelli al giro 62 dei 66 previsti, cosa che preoccupa non poco Toto Wolff.
Quarta e sesta le Red Bull con Max Verstappen e Isack Hadjar divisi da Oscar Piastri. Domenica solida per l’Alpine con Pierre Gasly e Franco Colapinto settimo e ottavo (ma l’argentino è under investigation per un’infrazione durante le bandiere gialle). A chiudere la top 10, le Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad, che portano a casa punti doppi per la seconda gara consecutiva. A seguire, Gabriel Bortoleto e Carlos Sainz, 11° e 12°, davanti agli ultimi classificati, Esteban Ocon e Sergio Perez, con Alex Albon 18°, ma staccato di 8 giri dopo un pit stop per risolvere un problema sulla sua Williams.
In totale sette i ritiri ufficiali, tutti causati da diversi problemi alle vetture. Le sorprese più scioccanti sono state quelle del leader della classifica Antonelli e di Charles Leclerc della Ferrari, entrambi costretti a parcheggiare a una manciata di giri dalla fine. Domenica disastrosa per l’Aston Martin, con Lance Stroll e Fernando Alonso che non sono riusciti a tagliare il traguardo, mentre la Cadillac ha richiamato ai box Valtteri Bottas per precauzione. Dopo essere stato a punti nelle prime fasi, anche Nico Hulkenberg non è riuscito a terminare il GP, stesso destino toccato a Ollie Bearman.
Hamilton, che dire? Basta guardare i suoi gesti, le espressioni dopo l’arrivo. Soprattutto gli occhi fissi sui meccanici Ferrari quando era sul podio. Emozione tanta, che ha mostrato e che ha contagiato persino Norris. “Still I rise” non è un semplice tatuaggio, ma il suo mantra. Sarà anche andato in Ferrari perché è la Ferrari (e per il contratto), ma uno come lui non si accontenta di portare lo stipendio a casa a fine mese. La vera sfida era quella che più volte ha ripetuto negli ultimi giorni: “Sono soddisfatto perché questa macchina è come la volevo io“. E, guarda caso, dopo tanto lavoro da parte di tutti gli uomini e le donne di Maranello, questa macchina oggi ha vinto. Serviva una guida, bastava ascoltarla, ricordarsi che avevano in casa un sette volte campione. Oggi crediamo festeggino tutti gli appassionati di F1, oltre i colori. Perché ci sono piloti, campioni e Campioni con la C maiuscola. E tra questi oggi ci mettiamo anche Kimi perché, nonostante la delusione per il ritiro, è stato il primo ad andare ad abbracciare Hamilton. Seguito da Norris, Verstappen, Russell, Ocon, praticamente tutti. Tranne uno.
Barbara Premoli





