Basta dire F1 e motorsport e la mente corre subito alle gare, alla pista, a macchine e moto. Ma, dietro allo show, c’è il lavoro di tantissime realtà, come UFI,
azienda italianissima (la factory è a Nogarole Rocca, in provincia di Verona) e leader globale nelle soluzioni di filtrazione e gestione termica, nonché delle tecnologie per l’idrogeno verde, presente nel Campionato del Mondo di F1 con la fornitura di sistemi avanzati di filtrazione a tutti gli 11 team che prendono parte alla stagione 2026, che abbiamo avuto modo di scoprire nel corso di un evento svoltosi l’8 maggio a Milano, padrone di casa il presidente Giorgio Girondi.
Il legame tra UFI e la Formula 1 ha radici lontane nel tempo. Nel 1977, due ingegneri della Ferrari, in cerca di un fornitore in grado di soddisfare i severi requisiti del 12 cilindri di F1 di Maranello, mentre percorrevano l’autostrada A22 del Brennero notarono su un capannone la scritta Universal Filters Italia e decisero di fermarsi. In quella allora piccola azienda di Nogarole Rocca, non lontana da Verona, ci fu il primo incontro tra UFI e la Ferrari. I primi test si svolsero sulla pista di Fiorano, alla presenza di Enzo Ferrari: la tensione era palpabile, ma si dissipò quando Niki Lauda, dopo aver percorso alcuni giri al volante della 312 T2, scese dalla monoposto e sentì esclamare, in dialetto modenese: “Bón, la màchina l’è prônta, al fìlter al tèn”. Un momento storico per UFI, che entrava così nel mondo della Formula 1.
Il 16 luglio del 1978 è una data che rimarrà scolpita nella storia di UFI. Sulla difficile pista di Brands Hatch si corre il Gran Premio di Gran Bretagna. Quell’anno, dopo il clamoroso divorzio da Niki Lauda, Maranello schiera Carlos Reutemann e la giovane speranza Gilles Villenueve. Nonostante nelle qualifiche Reutemann non vada oltre l’ottavo posto e Villeneuve si fermi al tredicesimo, il pilota argentino vince la gara con la 312 T3, risalendo posizioni su posizioni fino a superare Niki Lauda e la sua Brabham-Alfa Romeo. Per UFI è il primo di una serie di successi in Formula 1 arrivati fino ai giorni nostri.
Il 1979 è per la Ferrari e per UFI un anno di trionfi. Le 312 T4 di Scheckter e Villeneuve si rivelano imbattibili, conquistando il titolo mondiale Piloti con il driver sudafricano e quello Costruttori. Dietro questi risultati c’è per UFI un costante lavoro di sviluppo di tecnologie della filtrazione sempre più sofisticate, necessarie per far fronte ai picchi di pressione che caratterizzano i propulsori di quell’epoca. Nel 1982 e nel 1983 la Ferrari ottiene ancora il Mondiale Costruttori, ma ogni gara rappresenta una sfida: ci sono piste, come quella di Barcellona, dove la grande quantità di polvere e detriti che entrano nelle prese d’aria delle monoposto richiedono soluzioni di filtrazione d’emergenza, escogitate la notte del sabato, per permettere alle Ferrari di concludere da vincitrici i Gran Premi.
Gli anni Ottanta sono ricchi di soddisfazioni, ma pongono un’azienda come UFI di fronte a sfide tecniche impegnative: il design dei filtri avvitabili doveva evolversi. Le dimensioni e il peso sono fattori cruciali per le prestazioni delle monoposto. Verso la fine del decennio, il filtro classico, pur rinforzato per reggere alle alte pressioni dell’olio motore, soprattutto durante le staccate a fine rettilineo, mostra di aver raggiunto il suo limite tecnologico. Così, nel 1990, UFI, sempre in collaborazione con Ferrari, sviluppa un nuovo filtro con struttura in titanio, lavorato con macchine utensili, e componenti interni alleggeriti, ottenendo una riduzione di peso pari al 50%. Un’innovazione fondamentale, perché ogni grammo risparmiato contribuisce a migliorare le prestazioni delle vetture. Gli anni Novanta sono quelli dello sviluppo del business anche in altre competizioni come il Campionato Tedesco DTM, che vede nel 1993 lo storico trionfo dell’Alfa Romeo 155 V6 TI di Nicola Larini equipaggiata con filtri UFI.
Nel frattempo, per Maranello arrivano gli anni della svolta, con il titolo Costruttori conquistato nuovamente nel 1999 e con il ciclo del dominio di Michael Schumacher, che durerà cinque anni. Il 1999 è importante anche per UFI: la crescita del business e la continua necessità di soluzioni sempre più avanzate inducono l’azienda a creare una propria High Tech Division, oggi denominata Advanced Applications Division, in grado di fornire prodotti adatti per competizioni di tutti i generi, dalla 24 Ore di Le Mans alla Dakar.
Lo sviluppo tecnologico è inarrestabile: se il primo filtro adattato alla Formula 1 nel 1978 pesava circa 1 kg, oggi quello dell’olio, realizzato con fibre e materiali speciali, non va oltre i 62 grammi e il portfolio di prodotti dell’azienda, per far fronte alle crescenti necessità delle vetture, si è ampliato con l’introduzione di media filtranti polimerici, resi possibili dagli sviluppi degli impianti con fibre speciali sintetiche per applicazioni, oltre che sul filtro del carburante, su quelli dell’olio e dell’aria.
Negli anni l’impegno di UFI nel motorsport si amplia: da un lato, in Formula 1, sostenendo le varie scuderie nei cambiamenti dei regolamenti e delle power unit (passate dal V10, al V8 e al V6 ibrido nel 2014), dall’altro, espandendo la propria presenza in altre categorie, come Formula 2, Formula 3, Indycar Series, Campionato Mondiale Endurance (WEC) e IMSA americana. Fino ad arrivare alla Dakar su mezzi pesanti, con la vittoria insieme a Iveco e FPT nelle ultime edizioni, e in campo motociclistico, alla KTM e all’Aprilia in MotoGP, e in Moto2 e Moto3. La scelta e l’aggiornamento dei materiali è per UFI costante e questo ha consentito di far fronte alle esigenze emerse con l’introduzione dei nuovi carburanti contenenti etanolo in percentuali crescenti (E10 ed E20). La qualità e l’affidabilità dei filtri hanno fatto sì che UFI fornisse filtri a nove dei dieci team di Formula 1 nel 2024, 10 su 10 nel 2025 e 11 su 11 nel 2026, facendo in modo che sulla griglia di partenza di ogni Gran Premio non ci siano oggi mai meno di 110 dei suoi prodotti di filtrazione.
La scelta da parte di tutte le squadre dei filtri UFI ne conferma l’eccellenza e costituisce un riconoscimento prestigioso per le tecnologie di filtrazione progettate, sviluppate e interamente realizzate nel proprio stabilimento di Marcaria (MN) dall’Advanced Applications Division UFI, fondata nel 1999. Ogni team di Formula 1 utilizza diverse tipologie di elementi filtranti UFI, in un numero variabile che può arrivare a 15 diverse unità per ogni monoposto. I sistemi di filtrazione forniti possono essere suddivisi in due grandi “famiglie”, a seconda dell’area tecnica della monoposto in cui svolgono la loro funzione: l’area motore e l’area telaio (circuiti di raffreddamento e idraulici). A ogni Gran Premio di Formula 1 sono presenti sulla griglia di partenza non meno di 110 filtri UFI, per un totale di più di 6.000 filtri nel corso di una stagione.
Tutte le tecnologie fornite da UFI ai team di Formula 1 sono realizzate su misura secondo le specifiche esigenze di ogni team, nel massimo rispetto della riservatezza garantita a ogni squadra. La definizione delle loro caratteristiche (forma, dimensioni, tipologia della fibra e misure della superficie filtrante) è il frutto di un costante dialogo tra gli specialisti dell’Advanced Applications Division UFI, che si avvalgono del supporto di tecnici di tutte le altre divisioni dell’azienda, e i progettisti di Formula 1. Per la realizzazione dei suoi sistemi filtranti, UFI utilizza materiali avanzati, scelti sulla base di analisi strutturali e di laboratorio: per i supporti, al posto del tradizionale alluminio, si impiegano alluminio Ergal, acciaio inox e titanio, mentre per i media filtranti la scelta è dettata dalle esigenze derivanti dall’impiego specifico.
Per la realizzazione dei suoi sistemi filtranti, UFI utilizza materiali avanzati, scelti sulla base di analisi strutturali e di laboratorio: per i supporti, al posto del tradizionale alluminio, si impiegano alluminio Ergal, acciaio inox e titanio, mentre per i media filtranti la scelta è dettata dalle esigenze derivanti dall’impiego specifico. I media filtranti, denominati FormulaUFI, rappresentano il know-how specifico dell’azienda e sono sviluppati con sofisticate ricerche di laboratorio; si basano su tre principali tipologie di materiali: la fibra di vetro, le fibre polimeriche e l’acciaio sinterizzato. Infine, gli incollaggi sono effettuati con adesivi in origine destinati ad applicazioni aereonautiche. Uno degli obiettivi richiesti nelle competizioni è contenere la massa delle vetture, in particolare quella delle F1 2026 il cui peso minimo è stato ridotto; per questo motivo, UFI si impegna in un’attività di ricerca e sviluppo incessante.
L’Advanced Applications Division UFI offre ai team assistenza 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno, in modo da poter fare immediatamente fronte a eventuali difficoltà che possono insorgere nel corso dell’utilizzo delle vetture da competizione. Nell’arco di una stagione, un team può richiedere modifiche ai filtri, per assecondare gli adattamenti necessari ai diversi circuiti o gli sviluppi della vettura: ciò impone a UFI tempi molto rapidi di progettazione e realizzazione dei nuovi componenti richiesti dalle squadre. UFI fornisce ai team di F1 anche un servizio di test e analisi dei filtri smontati dalle vetture dopo il loro utilizzo: dalle loro condizioni è infatti possibile desumere lo stato di salute del motore e l’insorgere di eventuali problematiche, definendo possibili soluzioni.
Come accade per i prodotti degli altri rami di attività dell’Advanced Applications Division UFI, come quello Aerospaziale, nel motorsport il focus principale non riguarda il costo, ma la qualità e l’affidabilità. Questi criteri prioritari permettono di sviluppare metodologie preziose per migliorare ulteriormente i processi e le fasi di assemblaggio nei siti industriali UFI destinati alla produzione di serie di componenti per l’automotive. Il motorsport impone tempi di ideazione e di soluzione dei problemi ben più ristretti rispetto anche a quelli degli altri reparti dell’Advanced Applications Division: ciò consente di formare e di far crescere professionalità che si rivelano poi preziose in altre realtà della ricerca e della produzione UFI. Il travaso di conoscenze tra automotive e motorsport è, però, bidirezionale: spesso accade che sia il know-how maturato nella ricerca e sviluppo di componenti dedicati ai veicoli di serie a suggerire soluzioni che – con i necessari adattamenti – risultano efficaci anche nelle condizioni estreme imposte dall’utilizzo sportivo. Un esempio è dato dalle fibre sintetiche oggi utilizzate da UFI per i filtri olio e benzina delle F1, che non sono state concepite in origine per le competizioni, ma per applicazioni automotive.
Grazie alle competenze maturate nei sistemi di filtrazione, UFI fornisce le proprie soluzioni non solo ai team di Formula 1, ma anche a quelli di altre categorie del motorsport, adattandoli alle specifiche esigenze e al differente grado di sofisticazione richiesto. Nel campo delle monoposto, i filtri UFI sono impiegati anche in Formula 2 e Formula 3 e nell’Indycar Series; nelle categorie per vetture a ruote coperte, sono utilizzati nel Campionato Mondiale Endurance (WEC), nell’IMSA americana, nel DTM e in diversi Challenge. Filtri UFI vengono impiegati anche su mezzi pesanti che partecipano alla Dakar, il più impegnativo dei rally-raid, e, in campo motociclistico, dalla KTM e dall’Aprilia per la MotoGP, oltre che in Moto2 e Moto3.




































