Si intitola “Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese” il nuovo libro che attraversa settantacinque anni di Italia, seguendo il filo di una collaborazione istituzionale e valoriale unica nel suo genere, quella tra Alfa Romeo e l’Arma dei Carabinieri. Il volume è stato presentato oggi al Museo Alfa Romeo di Arese, alla presenza del Gen. C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, di Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati, e di Lorenzo Ardizio, Curatore del Museo di Arese e coautore dell’opera.
In occasione della presentazione del libro è stato inoltre svelato il logo commemorativo del 75° anniversario, sintesi simbolica di una storia che continua ad emozionare e a rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Il numero 75 ne è il cuore: una forma solida e significativa che accoglie e integra con naturalezza il Biscione e la Fiamma, emblemi identitari di due istituzioni che hanno contribuito insieme a scrivere pagine decisive della storia del Paese. Il risultato è un segno iconico, deciso e contemporaneo, capace di trasmettere eccellenza progettuale, profondo senso istituzionale e valori condivisi come dedizione, coraggio e italianità.
L’evento si è svolto nell’area “Bellezza” del Museo, accanto a due vetture che sintetizzano l’intera parabola della storica collaborazione: la 1900 M “Matta”, prima Alfa Romeo in livrea dell’Arma, e la performante Giulia Quadrifoglio, oggi impiegata nei servizi speciali. Il sodalizio tra Alfa Romeo e l’Arma dei Carabinieri, infatti, ha origine nel secondo dopoguerra proprio con la 1900 M “Matta” del 1951. Poi con la Giulia, in servizio dal 1963 al 1968, nasce la “Gazzella” del Nucleo Radiomobile, simbolo del pronto intervento. Da allora il legame è proseguito negli anni: Alfetta, 90, 75, 155, 156 e 159, Giulietta, Giulia, Tonale, arrivando fino alla Giulia Quadrifoglio. Molte di queste vetture sono in mostra presso il Museo, nella sezione “Alfa Romeo in Divisa” realizzata in collaborazione con l’Arma e inaugurata il 24 giugno 2020 in occasione del 110° anniversario del Biscione.
Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati: “Alfa Romeo è parte della memoria collettiva del nostro Paese, così come lo sono i Carabinieri. Due simboli diversi, ma uniti da una storia fatta di passione, disciplina, dedizione e velocità al servizio del bene comune. Dai primi anni del secondo dopoguerra ad oggi, le nostre vetture accompagnano le donne e gli uomini dell’Arma nelle loro missioni quotidiane, diventando vere e proprie icone della cultura automobilistica e istituzionale italiana. Questo volume rende omaggio a una lunga alleanza fatta di fiducia e rispetto reciproco: un tributo a tutti coloro che, nel silenzio delle strade o nei momenti più concitati, hanno guidato un’Alfa Romeo con fierezza e responsabilità”.
Gen. C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri: “Il rapporto tra l’Arma dei Carabinieri e Alfa Romeo, come emerge chiaramente anche da questo volume, è cresciuto ben oltre una dimensione commerciale, fino a configurarsi come un autentico cammino comune fondato sulla fiducia reciproca e sul servizio al Paese. Dal 1951, le Alfa Romeo con a bordo i Carabinieri percorrono ogni strada italiana, diventando un segno concreto e immediatamente riconoscibile della presenza dello Stato. Non si tratta soltanto di prestazioni o sicurezza, pur fondamentali, ma anche di identità: vedere una “gazzella” avvicinarsi significa, per il cittadino, sapere di non essere solo. La riconoscibilità di questi mezzi contribuisce in modo significativo alla costruzione della percezione di sicurezza, rafforzando quel rapporto di fiducia che è alla base dell’azione dell’Arma. In questo senso, il valore delle vetture è duplice: operativo, perché garantiscono efficacia e tempestività negli interventi; simbolico, perché incarnano visivamente la vicinanza dello Stato alla collettività”.
“Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese” è pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore (Formato: 26×28.5 cm – Pagine: 296 – Foto: 75 in b/n e 286 a colori – Cartonato con sovraccoperta – Testo: italiano – Prezzo: 47,50 euro) con testi di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio e fotografie originali di Alessandro Barteletti e Paolo Carlini. L’opera è strutturata in cinque capitoli che non seguono soltanto la cronologia dei modelli, ma quella più ampia della storia del Paese: ogni fase dell’Italia repubblicana — la ricostruzione postbellica, il miracolo economico, gli anni di piombo, la lotta alla criminalità organizzata, i nuovi scenari globali — trova un riflesso preciso nei mezzi dell’Arma e quindi nelle Alfa Romeo in dotazione. A completare questa narrazione, i contributi istituzionali di chi questa storia l’ha vissuta o la custodisce: la prefazione del Ministro della Difesa Guido Crosetto, quella del Comandante Generale Salvatore Luongo, il messaggio di Santo Ficili e l’introduzione di Lorenzo Ardizio. Ricerca archivistica e testimonianze danno origine a un racconto corale capace di parlare tanto agli appassionati di storia automobilistica quanto a chi voglia comprendere più a fondo il ruolo dell’Arma nella vita civile del Paese. In dettaglio, il primo capitolo “L’aria della ricostruzione e del dopoguerra” apre con la 1900 M “Matta” del 1951, il fuoristrada che segnò l’inizio ufficiale del sodalizio: un mezzo robusto, essenziale, pensato per rispondere alle esigenze concrete di un’Arma impegnata nella ricostruzione del tessuto civile del Paese. Il secondo, “I giorni della fiducia in un necessario miracolo”, porta il racconto negli anni del boom economico con la Giulia Super del 1968, berlina raffinata e veloce che coniugava le prestazioni del servizio con quell’eleganza che è cifra storica del marchio. Il terzo capitolo (“Scenari drammatici del conflitto interno”) affronta invece gli anni di piombo e la vettura che li rappresenta è l’Alfetta 2.0 “Protetta” del 1979, una berlina blindata impiegata nei servizi di scorta. Con il quarto (“Raccogliere la sfida dell’antistato”) si entra negli anni 80 e 90 attraverso l’Alfa 90 del 1987 e l’Alfa 75 del 1992, stagione in cui la presenza visibile dello Stato sul territorio era essa stessa un messaggio di fermezza e di fiducia. Infine, il quinto capitolo “Un orizzonte globale per giocarsi il futuro” copre i decenni più recenti con una sequenza di modelli che documenta l’evoluzione ininterrotta di questa partnership: dall’Alfa 156 del 1999 all’Alfa 159 del 2006, dalla Giulietta del 2016 alla Giulia del 2021, dalla Tonale del 2023 alla Stelvio del 2025. Il volume si chiude con un dialogo con il Comandante del Nucleo Radiomobile di Roma, che trasmette tutta la professionalità e l’orgoglio degli uomini e delle donne dell’Arma che quelle automobili le guidano ogni giorno.











