Abbiamo fatto una chiacchierata con l’intelligenza artificiale sulla F1 2026. Dove MN siamo noi di MotoriNoLimits a confrontarci con G, Gemini, la AI di Google.
MNL: Ciao Gemini, da questo momento vorrei impostare in questa finestra una conversazione in cui io dialogo con te sulla Formula 1 2026. Pronta per cominciare?
G. Ciao! Assolutamente sì, sono prontissima e molto carica. Il 2026 non sarà una semplice nuova stagione, ma segnerà l’inizio di una nuova era tecnica che stravolgerà le gerarchie attuali. Sarà una rivoluzione paragonabile a quella del 2014 (l’inizio dell’era ibrida) o del 2022 (l’effetto suolo).
Ecco alcuni dei temi caldi:
- Le nuove Power Unit: L’abbandono della MGU-H, l’aumento della potenza elettrica (quasi il 50% della potenza totale) e l’uso di carburanti 100% sostenibili.
- I nuovi Costruttori: L’ingresso ufficiale di Audi, la partnership Red Bull – Ford, e il ritorno di Honda con Aston Martin.
- Il Telaio e l’Aerodinamica: L’introduzione dell’aerodinamica attiva (ali mobili per ridurre il drag in rettilineo) e l’obiettivo di avere macchine più “agili” (più corte e strette).
- Il Mercato Piloti: Come si posizioneranno i top driver (Verstappen, Leclerc, Hamilton, Norris, Antonelli) in vista di questo cambio regolamentare.
MNL: Analizziamo il nuovo regolamento. Per quanto riguarda i motori con anche il ritorno della Ford e l’ingresso dell’Audi…
G. Il motore è il cuore pulsante di questa rivoluzione. Siamo di fronte a un cambio di paradigma totale. Se fino al 2025 l’obiettivo era la “massima efficienza termica”, nel 2026 l’obiettivo diventa la rilevanza stradale e la sostenibilità. Ecco un’analisi tecnica di ciò che sta accadendo sotto il cofano e come questo ha attirato i colossi che hai citato.
1. Il Regolamento Tecnico Power Unit 2026: “Metà e Metà”
La FIA ha voluto semplificare per attirare nuovi costruttori, ma allo stesso tempo ha reso la sfida ingegneristica estrema sulla gestione dell’energia.
- Addio MGU-H: Questa è la chiave di volta. La Motor Generator Unit – Heat (quella che recuperava energia dai gas di scarico) era costosissima, complicatissima e poco utile per le auto di serie. Toglierla è stato il “prezzo da pagare” per far entrare Audi e Ford.
- La divisione 50/50:
- Motore Termico (ICE): Il V6 turbo 1.6L rimane, ma viene depotenziato drasticamente. Scenderà a circa 540 CV (400 kW).
- Parte Elettrica (MGU-K): Qui c’è il salto mostruoso. La potenza elettrica triplica, passando da 120 kW a 350 kW (circa 475 CV).
- Risultato: Avremo macchine con oltre 1000 CV totali, ma metà della spinta verrà dalla batteria.
- Gestione dell’Energia (“Override Mode”): Non basterà più schiacciare il pedale. Poiché la batteria si scaricherebbe in rettilineo molto velocemente con quella potenza, i piloti dovranno gestire la ricarica in modo strategico. Il DRS verrà sostituito (o affiancato) da un sistema “push-to-pass” manuale per avere un boost elettrico extra nei sorpassi.
- Carburanti 100% Sostenibili (E-Fuels): I motori non bruceranno più petrolio fossile, ma benzine sintetiche a impatto zero. Questo salva il rombo del motore termico (che resterà, anzi potrebbe essere anche più rumoroso senza la MGU-H che “tappava” lo scarico) rendendolo green.
2. Il ritorno di FORD: La “Smart Entry”
La strategia di Ford è geniale e molto diversa da quella di Audi. Non hanno comprato un team, non costruiscono tutto da zero. Hanno fatto un accordo commerciale e tecnico con Red Bull Powertrains.
- Il Ruolo: Sulla carta si chiama Red Bull Ford Powertrains. Ford porta il know-how sulle batterie ad alta capacità (fondamentali visto che l’elettrico triplica) e sui motori elettrici, derivato dalla loro esperienza con l’auto elettrica di serie (es. Mustang Mach-E).
- Perché l’hanno fatto? Massima resa, minima spesa (relativamente). Ford ottiene visibilità mondiale legandosi al team campione in carica senza doversi preoccupare di telaio, aerodinamica o gestione sportiva.
- La Sfida: Devono integrare la cultura americana con quella di Milton Keynes. Se il motore Red Bull fatto in casa (il primo della loro storia!) fallisce, il marchio Ford ne risentirà.
3. L’ingresso di AUDI: “All-in”
Audi ha scelto la strada più difficile, ma potenzialmente più gloriosa: diventare un Costruttore totale (Factory Team).
- L’Acquisizione: Hanno comprato la Sauber (ex Alfa Romeo). Questo significa che nel 2026 non vedremo solo un motore Audi, ma un telaio Audi, una scocca Audi, tutto Audi.
- Sviluppo a Neuburg: Stanno costruendo la Power Unit interamente in Germania. È una sfida titanica perché partono con anni di ritardo rispetto a Ferrari, Mercedes e Honda che hanno dati storici sull’ibrido.
- Il Rischio: Trasformare un team di metà bassa calssifica in un team vincente richiede anni (guarda quanto ci ha messo Mercedes o Red Bull all’inizio). Audi rischia di passare i primi anni (2026-2027) a lottare a centro gruppo o peggio, il che sarebbe un danno d’immagine.
- Il Fattore Binotto: Hanno assunto Mattia Binotto per guidare il progetto. Lui conosce benissimo come si costruisce una Power Unit (era capo motorista Ferrari prima di diventare Team Principal). La sua esperienza è l’asset più prezioso che hanno ora.
G. C’è un dettaglio tecnico che mi incuriosisce molto e vorrei sapere cosa ne pensi: con così tanta potenza elettrica (475 CV) e meno termica, i piloti potrebbero trovarsi “a secco” di batteria a metà rettilineo se non gestiscono bene la ricarica (il cosiddetto clipping). Secondo te, questo renderà le gare più spettacolari (più errori, più strategie diverse) o rischiamo di vedere macchine che devono alzare il piede in rettilineo per risparmiare energia, diventando “lente” nel momento topico?
MNL: Secondo me vedremo delle gare meno scontate dove l’importanza dell’amalgama tra pilota ed ingegnere di pista durante la gara diventerà ancora più importante
G. Hai colto perfettamente il punto: la “coppia” diventerà un vero e proprio “equipaggio”. Sono assolutamente d’accordo con te. Nel 2026 sarà quasi un co-pilota virtuale per la gestione dell’energia. Ecco perché il rapporto pilota-ingegnere sarà il fattore X che renderà le gare meno scontate, proprio come prevedi:
1. Il dilemma del “Clipping”: il nuovo nemico
Con 350 kW (475 CV) elettrici, la batteria si svuota molto velocemente se usata sempre al massimo.
- Lo scenario: Immagina un duello. Il pilota davanti usa tutto per difendersi. L’ingegnere deve calcolare in tempo reale: “Se spingi ora, tra due curve resti senza potenza elettrica (clipping) e l’altro ti passa facile”.
- La comunicazione: Non sarà più solo “spingi”, ma “Target SoC (State of Charge) al 30% in curva 4”. Se pilota e ingegnere non si capiscono al volo, perdono secondi, non decimi.
2. Addio DRS, Benvenuto “Manual Override”
Questa è la dinamica che renderà le gare imprevedibili e meno artificiali del semplice DRS.
- Come funziona: Non c’è più l’ala che si apre e ti dà velocità “gratis”. C’è una logica di potenza:
- L’auto davanti deve ridurre la potenza elettrica oltre i 290 km/h.
- Chi insegue (dentro il secondo) ha il “Manual Override”: può continuare a spingere a piena potenza elettrica fino a 337 km/h.
- La strategia: Il pilota deve decidere quando usare questo bonus. L’ingegnere dovrà dirgli: “Non usarlo ora, aspetta il prossimo rettilineo perché lui è scarico”. È una partita a scacchi a 300 all’ora.
3. Active Aero (X-Mode e Z-Mode)
Il pilota dovrà attivare modalità aerodinamiche diverse (basso carico in rettilineo, alto carico in curva). Anche se parzialmente automatizzato, se il sistema fallisce o se c’è una battaglia serrata, la coordinazione radio sarà frenetica.
- Errore umano: Con tutte queste variabili (carica batteria, override, ali mobili), la possibilità che il pilota sbagli un settaggio sul volante aumenta. L’ingegnere dovrà essere la sua “rete di sicurezza” mentale.
Immagina Monza 2026. Leclerc è primo ma ha la batteria al 20%. Verstappen è dietro col 50%. L’ingegnere Ferrari dovrà dire a Charles: “Lascialo passare ora, ricarica in scia, e riattaccalo all’ultimo giro con l’Override”. Convincere un pilota a farsi sorpassare per vincere dopo… richiede una fiducia cieca.
G. Secondo te, piloti istintivi come Verstappen o Norris accetteranno di fare questi calcoli “ragionati”, o vedremo sfuriate via radio perché vogliono difendersi a ogni costo prosciugando la batteria?
MNL: Il pilota migliore resta comunque sempre il migliore però potrebbe essere che i più giovani si adattino più velocemente. Penso anche a Verstappen che potrebbe perdere il suo ingegnere di pista, ci vuole tempo per creare un rapporto di fiducia
G. Hai toccato un tasto dolentissimo e fondamentale: il rapporto Verstappen-Lambiase (GP). Molti guardano i cavalli del motore o il carico aerodinamico, ma la F1 è uno sport umano. Max e GP sono come un vecchio matrimonio. Si urlano contro, si insultano, ma si capiscono al volo. GP è l’unico che sa “spegnere” Max quando si scalda troppo e rimetterlo in riga.
- Lo Scenario da Incubo per Red Bull: Si vocifera spesso che Lambiase potrebbe essere promosso a un ruolo più manageriale o, peggio, lasciare se l’ambiente Red Bull (post-Newey) dovesse deteriorarsi.
- Il Rischio 2026: Immagina Max nel 2026: motore nuovo (Ford, incognita), macchina nuova, regole complesse sull’energia. Se deve anche “addestrare” un nuovo ingegnere di pista, spiegandogli come gli piace la frenata o quando vuole le info, perde quel vantaggio competitivo mentale. Senza quella fiducia cieca, Max potrebbe dover usare parte della sua concentrazione per controllare se l’ingegnere sta facendo bene i calcoli. E in F1, se pensi, vai più piano.
2. I giovani “Nativi Digitali” vs La Vecchia Guardia
Qui la tua intuizione sui giovani è supportata dalla tecnologia.
- La “Generazione Simulatore”: Piloti come Kimi Antonelli, Oscar Piastri o Oliver Bearman sono cresciuti con volanti che sembrano computer e simulatori ultra-realistici. Per loro, cambiare 5 manettini al giro e gestire la ricarica mentre sorpassano è quasi… naturale. È come un videogioco ad alta complessità. Hanno una “larghezza di banda” mentale diversa.
- La Vecchia Guardia (Alonso, Hamilton): Il talento è infinito, ma l’adattamento a procedure così artificiose (es. Override Mode manuale stile videogioco) potrebbe essere meno istintivo rispetto a un ventenne che lo fa da quando ha 10 anni al simulatore a casa.
Il pilota migliore (talento puro di guida) vincerà sempre, ma nel 2026 la definizione di “migliore” cambierà leggermente: non sarà solo chi ha il piede più pesante, ma chi ha la CPU mentale più veloce per processare le istruzioni dell’ingegnere senza rallentare. A proposito di giovani e adattamento… Questo ci porta dritti al Mercato Piloti per il 2026. Con tutto questo caos tecnico, i team vorranno stabilità o punteranno tutto sui giovani “flessibili”?
Considerando che nel 2026:
- Hamilton sarà in Ferrari (al secondo anno).
- Verstappen è il perno Red Bull (ma con le incognite dette sopra).
- Antonelli sarà probabilmente già rodato in Mercedes.
- Audi avrà bisogno di un top driver per sviluppare la macchina (si parla di Sainz o altri esperti).
G. Secondo te, in questo scenario 2026, dove vedresti meglio un pilota esperto come Sainz? A fare da “chioccia” in Audi o come “certezza” in un top team come Red Bull se Perez non ci fosse più?
MNL: Sainz si guarderà attorno in questo 2026 e potrà decidere liberamente per il 2027 tra Audi, Red Bull e Cadillac a mio avviso. Un ritorno in Ferrari lo vedo difficile. Anche Piastri potrebbe pensare di lasciare la McLaren. Tutto dipenderà da chi azzeccherà i nuovi regolamenti da subito e creerà i presupposti per il futuro
G. Hai toccato un punto cruciale: la sindrome del “foglio bianco”. La storia della F1 ci insegna che quando cambiano le regole in modo così drastico (come nel 2014), uno domina e gli altri rincorrono. Nel 2014 la Mercedes aveva un vantaggio di motore tale che anche con un telaio mediocre avrebbero vinto. La tua lettura sul mercato piloti 2026/2027 è molto scaltra. Analizziamola nel dettaglio, perché hai introdotto una variabile pesantissima: Cadillac.
1. Il fattore “Chi indovina la macchina”
Come dici tu, Sainz e Piastri non guarderanno il blasone, ma la “telemetria” delle prime gare del 2026.
- Il vantaggio dei Factory Team: Nel 2026, l’integrazione tra telaio e power unit sarà vitale per non sprecare energia. Chi costruisce tutto in casa (Ferrari, Mercedes, Audi, Red Bull-Ford, Alpine) ha un vantaggio teorico su chi compra il motore (McLaren, Williams).
- Il rischio McLaren per Piastri: La McLaren continuerà ad avere motori Mercedes. Se Mercedes “sbaglia” il motore 2026, Piastri si troverebbe su una macchina bellissima ma ferma in rettilineo. Ecco perché la sua fedeltà potrebbe vacillare se vedesse un altro team volare.
2. Sainz e il “Lusso della Scelta” per il 2027
Carlos è un pilota pragmatico, un “ragioniere veloce”. Nel 2026 si troverà probabilmente in Williams (basandoci sulle firme attuali pre-2026), ma sicuramente con clausole di uscita.
- AUDI (La scommessa a lungo termine): Se nel 2026 la Sauber-Audi non sarà un disastro totale, ma una solida macchina da punti, Sainz potrebbe vedere il potenziale. Con Binotto c’è stima. Sarebbe il leader indiscusso, il “Kaiser” del progetto tedesco.
- RED BULL (Il ritorno del figliol prodigo): Se il motore Ford funziona, questa è l’opzione vincente. Ma c’è l’incognita Max. Se Max resta, Sainz accetterebbe di fare il numero 2? Dubito. Ma se Max se ne andasse (verso Mercedes o Aston Martin), Sainz sarebbe il capitano perfetto per Red Bull.
- CADILLAC (L’incognita Americana): Hai citato un nome che potrebbe cambiare tutto. Se Andretti/Cadillac entra davvero nel 2026, avranno bisogno di un pilota esperto e “commercializzabile” per il mercato globale. Sainz ha il profilo perfetto. Sarebbe una sfida rischiosa (team nuovo di zecca), ma economicamente e mediaticamente enorme. E Cadillac (GM) non entra per partecipare, entra per vincere.
3. La gerarchia dei motori: La vera scommessa
Tutto il mercato piloti dipenderà da questa classifica immaginaria post-test invernali 2026. Secondo le voci di corridoio e la logica ingegneristica, ecco i rischi:
- Mercedes: Hanno dominato l’era ibrida precedente. Sono i favoriti logici per fare il miglior motore elettrico.
- Ferrari: Hanno recuperato tantissimo sul motore negli ultimi anni. Essendo tutto “in casa” a Maranello, l’integrazione sarà perfetta.
- Red Bull – Ford: È la grande incognita. È la prima volta che fanno un motore da zero. Se falliscono, crolla tutto il castello di carte e vedremo una fuga di piloti.
- Audi: Partono da zero e in ritardo. Il rischio di essere lenti all’inizio è altissimo.
C’è un ultimo scenario “pazzo” che vorrei sottoporti: Aston Martin. Nel 2026 avranno:
- La nuova galleria del vento a regime.
- Adrian Newey (il genio dell’aerodinamica).
- Il motore Honda in esclusiva (quello che oggi fa vincere Verstappen).
Se Honda sforna un altro motore capolavoro e Newey fa la magia sul telaio, Aston Martin potrebbe essere la vera dominatrice del 2026. In quel caso, Fernando Alonso (se correrà ancora) si godrebbe il trionfo… ma se si ritirasse, Sainz o Piastri non farebbero carte false per prendere quel sedile motorizzato Honda?
MNL: Secondo me è più probabile che Aston Martin guardi a Verstappen o Leclerc. È una prospettiva intrigante e molto ambiziosa. Conoscendo Lawrence Stroll, hai ragione: lui non vuole “un buon pilota”, vuole IL pilota. Se spostiamo il mirino su Verstappen e Leclerc come veri obiettivi di Aston Martin (magari per il 2027 o oltre), lo scenario diventa ancora più esplosivo.
G: La tua teoria regge, ma con ostacoli enormi secondo me:
1. Il fattore MAX VERSTAPPEN: Il “Dream Team” ricomposto?
Questa è la pista più concreta tra le due, per un motivo puramente tecnico ed emotivo: Honda + Adrian Newey.
- La riunione: Verstappen ha vinto tutto grazie alle macchine di Newey e ai motori Honda. Trovarli entrambi in Aston Martin è un richiamo fortissimo. È come dire: “Vieni a casa, abbiamo rifatto la tua stanza preferita”.
- La clausola di uscita: Sappiamo che il contratto di Max (fino al 2028) è blindato, ma le clausole di prestazione esistono. Se la Red Bull-Ford nel 2026 non dovesse essere all’altezza, Max potrebbe attivare l’uscita per il 2027.
2. Il fattore CHARLES LECLERC: L’alternativa “Romantica”
Vedere Leclerc in “Verde British” sarebbe uno shock culturale, ma ha una sua logica spietata.
- La delusione Ferrari: Charles ha giurato amore eterno alla Ferrari (contratto lunghissimo), ma se anche il progetto 2026 (l’ennesima “nuova era”) dovesse fallire, la pazienza potrebbe finire davvero.
- Il corteggiamento: Aston Martin ha i soldi per pagare qualsiasi clausola rescissoria. Se Charles capisse che a Maranello non vincerà mai un mondiale, Aston Martin sarebbe l’unica alternativa credibile a Red Bull/Mercedes.
- Perché è meno probabile di Max: Leclerc è un pilota “di cuore”. Lasciare la Ferrari per un team “freddo” e aziendale come Aston Martin sarebbe una scelta puramente di testa, molto difficile per lui a meno di una rottura totale con Vasseur o Elkann.
3. Il problema “Fernando Alonso”
Per far arrivare uno di questi due, deve liberarsi un sedile pesante.
- Nel 2026 Alonso avrà 45 anni. Se la macchina è un missile, vorrà restare. Ma Stroll non licenzierà mai suo figlio Lance.
- Quindi, per avere Verstappen-Stroll o Leclerc-Stroll nel 2027, Alonso deve ritirarsi o essere accompagnato alla porta.
- Sacrificare Lance (mandandolo nel WEC o in un ruolo manageriale) per fare la “Super Coppia” Verstappen-Alonso? Sarebbe il team più forte della storia, ma distruggerebbe l’ego del figlio.
Se fossi in Lawrence Stroll, con Newey e Honda in casa, non mi accontenterei di Sainz. Tra i due, vedo Verstappen molto più vicino ad Aston Martin. È meno legato emotivamente al suo team attuale rispetto a Leclerc e conosce già il “pacchetto tecnico” che troverebbe a Silverstone.
G. Domanda provocatoria: Mettiamo che nel 2026 la Aston Martin di Newey sia davvero mezzo secondo più veloce di tutti. Secondo te, Alonso (a 45 anni) riuscirebbe a vincere quel mondiale o verrebbe battuto dalla freschezza e dai riflessi di un giovane, magari proprio Lance Stroll che ha la macchina cucita addosso da anni?
MNL: Alonso con una monoposto dominante potrebbe vincere il titolo. sta aspettando solo quello e non lascerebbe nessuno spazio a Lance. Vista l’età è alla sua ultima possibilità di vincere un mondiale a mio avviso
G. Sono d’accordo al 100%. Se la Aston Martin AMR26 disegnata da Newey si rivelasse un “missile” fin dai test invernali (e visto che siamo a gennaio 2026, lo scopriremo tra pochissimo!), vedremmo il Fernando Alonso più spietato di sempre. Per lui questa non è “una stagione”, è L’Occasione. Quella che aspetta dal 2006.
1. Il fattore “Killer Instinct”
Alonso ha una caratteristica unica: quando la macchina lotta per il 10° posto, fa il compitino e aiuta la squadra. Ma quando sente “odore di sangue” (vittoria), si trasforma.
- Nessun prigioniero: Se alla prima curva c’è da chiudere la porta a Lance, Fernando la chiuderà a doppia mandata. Non gli interessa di chi è figlio l’altro pilota.
- La politica interna: Alonso è un maestro nel portare la squadra dalla sua parte. Con Newey parlerà la stessa lingua tecnica. Lance rischia di trovarsi isolato nel suo stesso garage, perché gli ingegneri (che vogliono vincere) seguiranno la direzione di sviluppo dettata da Fernando, che è molto più precisa.
2. L’età come vantaggio, non come limite
Hai detto “vista l’età”. Paradossalmente, con il regolamento 2026, i suoi 44/45 anni potrebbero aiutarlo.
- Come dicevamo prima, queste nuove macchine richiedono una gestione mentale complessa (ricarica, override, aerodinamica attiva).
- Alonso ha guidato V10, V8, V6 ibridi, auto da Le Mans (dove la gestione energia è tutto). Ha un “database” mentale che Lance non possiede. Mentre gli altri imparano, lui insegna
Ma attenzione agli altri “vecchi leoni”. Se la lotta per il titolo 2026 fosse davvero tra Alonso (Aston Martin-Honda) e Hamilton (Ferrari)… saremmo di fronte alla sceneggiatura perfetta, il rematch del 2007 quasi vent’anni dopo.
G. Secondo te, chi tra i due avrebbe più “fame” in questo scontro finale? Alonso che insegue il 3° titolo da una vita, o Hamilton che vuole l’8° in rosso per diventare leggenda assoluta?
MNL: Se hanno la monoposto giusta entrambi. Ma Alonso ha il vantaggio di avere secondo me una squadra che lavorerebbe solo per lui, Hamilton invece si troverebbe a lottare anche con Leclerc. Parlando di altri team, c’è qualcuno secondo te da osservare particolarmente?
G. La dinamica in Ferrari rischia di essere proprio quella: un “cannibalismo” interno. Hamilton e Leclerc si toglieranno punti a vicenda, si spingeranno al limite, magari arriveranno anche al contatto. In Aston Martin, invece, Alonso avrebbe il “servitù” totale della squadra. Lance non sarebbe un ostacolo per il titolo, ma al massimo uno scudiero (volente o nolente). In un campionato tirato, avere una gerarchia chiara vale quanto 20 cavalli in più. Spostando lo sguardo sugli “altri”, c’è vita oltre i soliti quattro top team In un anno di reset totale come il 2026, le sorprese sono dietro l’angolo. Ecco chi terrei d’occhio con la lente d’ingrandimento:
1. McLAREN: La “Cliente” che fa paura
Attenzione, perché loro potrebbero essere la vera spina nel fianco per tutti.
- Il motivo: Monteranno la Power Unit Mercedes. Se a Brixworth (dove fanno i motori Mercedes) tirano fuori il “mostro” come nel 2014, la McLaren ne beneficerà.
- Il vantaggio: A differenza del team ufficiale Mercedes, la McLaren ha dimostrato negli ultimi anni (2024-2025) di avere un reparto aerodinamico forse superiore, guidato da Andrea Stella.
- Lo scenario: Potremmo rivedere una situazione simile al 2010-2012, dove la McLaren-Mercedes era spesso più veloce della Mercedes ufficiale. Se hanno un telaio migliore di Russell e Antonelli, lotteranno per il titolo anche senza essere costruttori del motore.
2. WILLIAMS: La scommessa di Vowles e Sainz
Se come dicevamo Carlos finisce lì, non è solo per i soldi.
- Il progetto “tutto sul 2026”: James Vowles (Team Principal) lo dice da due anni: “Stiamo sacrificando il presente per il 2026”. Hanno investito tutto sulle infrastrutture e sul simulatore proprio per farsi trovare pronti a questo appuntamento.
- Motore Mercedes: Anche loro avranno la PU tedesca. Essendo Vowles un ex-Mercedes, l’integrazione cambio-motore sarà ottimale.
- Obiettivo: Non il mondiale subito, ma potrebbero essere la Brawn GP del 2026? Magari non dominanti, ma capaci di sfruttare un buco regolamentare per vincere gare e tornare tra i grandi.
3. ALPINE: L’incognita motore
Questa è la situazione più bizzarra e affascinante da monitorare.
- Se Alpine monta il motore Mercedes, risolve il suo problema storico (la mancanza di potenza e affidabilità). Con un telaio decente e il miglior motore della griglia, potrebbero fare un salto in avanti clamoroso, passando da “squadra in crisi” a “outsider di lusso”. Briatore è tornato proprio per fare queste mosse drastiche.
La mia scommessa “Dark Horse” è la McLaren. Hanno la struttura tecnica più reattiva e moderna. Se il motore Mercedes è il migliore, Norris e Piastri potrebbero rovinare la festa ad Alonso e Hamilton. Ma c’è un dettaglio tecnico che potrebbe ribaltare i valori in campo per questi team “minori”: L’Aerodinamica Attiva. Nel 2026, avere ali che si muovono (Z-mode e X-mode) significa che anche un team con meno budget ma con un’idea geniale sul meccanismo delle ali potrebbe volare in rettilineo.
G. Credi che Adrian Newey in Aston Martin troverà il “buco” nel regolamento proprio su queste ali mobili, o la FIA sarà così rigida da impedire invenzioni strane?
MNL: Qualcuno troverà sicuramente un buco. E’ sempre successo. Già da settimane si vocifera di un vantaggio del motore Mercedes per un’interpretazione del regolamento. Parlando di svolta epocale. C’è qualcosa di questo regolamento tecnico e sportivo che non ti piace e cambieresti?
G. È vero, le voci su Mercedes sono insistenti. Sembra che abbiano trovato il modo di gestire la densità di energia della batteria in modo più efficiente degli altri, permettendo loro di sfruttare i 350 kW elettrici più a lungo. Se fosse vero, sarebbe un déjà-vu del 2014 terrificante per gli avversari. Venendo alla tua domanda, che trovo molto stimolante, nonostante l’entusiasmo per la novità, ci sono tre aspetti di questo regolamento che mi lasciano perplessa e che, se potessi, modificherei domani mattina:
1. Il Peso: La promessa mancata della “Dieta”
La FIA aveva annunciato macchine “agili” (Nimble Cars). Hanno ridotto la larghezza (da 200cm a 190cm) e il passo, ma il peso minimo è sceso di pochissimo (circa 30 kg in meno rispetto al 2025, siamo ancora sopra i 760 kg).
- Il problema: Con una batteria tre volte più potente (e pesante) e la necessità di una sicurezza estrema per l’alto voltaggio, le macchine restano dei “bisonti”.
- Cosa cambierei: Avrei osato di più sulla riduzione del peso, magari concedendo materiali più esotici o riducendo le dimensioni della scocca ancora di più. Vedere queste auto enormi a Monaco o nei circuiti stretti toglie la sensazione di velocità.
2. L’eccessiva “Gamification” dei sorpassi (Override Mode)
Questo è il punto che mi piace meno dal punto di vista filosofico. Il sistema che sostituisce il DRS (il Manual Override) è troppo prescrittivo.
- Come funziona: Se sei vicino a chi ti precede, il software ti sblocca potenza extra fino a 337 km/h, mentre chi difende vede la potenza elettrica tagliata (tapering) dopo i 290 km/h.
- Il problema: Sembra un videogioco. Si crea una disparità di velocità imposta dal software, non creata dalla scia o dalla bravura in uscita di curva. Rischiamo sorpassi “autostradali” a metà rettilineo dove chi difende è impotente perché il regolamento gli taglia i kW.
- Cosa cambierei: Abolirei i vincoli di velocità. Darei ai piloti tot energia al giro (MJ) e lascerei a loro la libertà totale di usarla. Vuoi usarla tutta in rettilineo per difenderti? Fallo, ma poi sarai lento nel misto. Lasciamo che sia il pilota a gestire la strategia, non una mappatura imposta dalla FIA.
3. Il rischio “Lift and Coast” forzato
Con il motore termico depotenziato (solo ~540 CV) e l’elettrico così preponderante, c’è il rischio concreto che per ricaricare la batteria i piloti debbano alzare il piede dall’acceleratore molto prima della staccata.
- Il problema: Se la gara diventa una “economy run” dove nessuno spinge al 100% per paura di restare senza batteria (clipping), lo spettacolo ne risente. Vedere un pilota che non può attaccare perché deve fare due giri di ricarica è frustrante.
- Cosa cambierei: Avrei tenuto una quota di motore termico leggermente più alta (magari un 60/40 invece di 50/50) per garantire che l’auto resti performante anche quando la batteria è “piatta”.
C’è poi un’incognita sull’Aerodinamica Attiva (ali che si aprono e chiudono). Sulla carta è figo, ma se il sistema si blocca in “Low Drag” (basso carico) mentre arrivi alla Parabolica di Monza, diventa pericolosissimo. Inoltre, temo che uniformi troppo le prestazioni: se tutti hanno ali che riducono il drag allo stesso modo, dove sta la differenza progettuale?
G. Tu, cosa ne pensi dell’Aerodinamica Attiva? Ti piace l’idea di macchine che cambiano forma in rettilineo (“Transformers”), o avresti preferito tornare a un aerodinamica fissa e semplice per valorizzare la guida “sporca”?
MNL: Io vorrei che le monoposto fossero sempre nella stessa condizione per chi attacca e chi si deve difendere nel modo di dare le stesse possibilità ai piloti. Con il nuovo regolamento c’è qualche possibilità in più per chi si difende. Siamo alla fine della nostra chiacchierata, secondo te cosa dovremmo aspettarci quindi dai primi test in pista
G. Hai perfettamente ragione sulla filosofia: la sfida più bella è quella ad armi pari, dove vince chi stacca un metro dopo, non chi ha il “bottone magico” attivato dal software. Speriamo che la complessità di gestione dell’energia non trasformi i duelli in calcoli matematici, ma lasci spazio all’istinto.
Per chiudere la nostra chiacchierata i primi Test Invernali 2026 saranno un mix di entusiasmo e panico. Ecco la mia “Checklist” per quei giorni:
1. Il festival delle Bandiere Rosse (Affidabilità)
Sarà il tema numero uno.
- Con Power Unit così complesse (350 kW elettrici) e batterie enormi, vedremo molte macchine ferme in pista con fumate o blackout elettrici.
- Chi riuscirà a fare più giri senza rompersi avrà un vantaggio enorme. Audi e Red Bull-Ford saranno gli osservati speciali: se girano poco, sarà un inizio da incubo.
2. Il ritorno del “Sound” (forse)
Togliendo la MGU-H (che “tappava” i gas di scarico), i motori dovrebbero “respirare” meglio e fare più rumore.
- Tutti saranno con i microfoni puntati sugli scarichi per capire se abbiamo recuperato un po’ di quella “anima” persa nel 2014. Sarà interessante sentire la differenza tra il suono del motore Ferrari, quello Mercedes e quello Honda.
3. Le “Ali Ballerine” (Aerodinamica Attiva)
Sarà la prima volta che vedremo le macchine cambiare configurazione in diretta.
- Osserveremo se i meccanismi funzionano o se vedremo ali che vibrano, restano incastrate o si muovono in ritardo. Visivamente sarà strano vedere le F1 trasformarsi in rettilineo.
4. Chi soffre di “Clipping”
Dagli on-board camera capiremo subito chi ha sbagliato il motore.
- Se sentiamo un motore che “taglia” la potenza molto prima della staccata in fondo al rettilineo, sapremo che quella scuderia ha problemi di efficienza elettrica. Chi finisce la batteria a metà rettilineo sarà preda facile.
5. Il “Bluff” di Mercedes e Ferrari
Come sempre, i grandi si nasconderanno. Ma nel 2026 nascondersi sarà difficile: se hai problemi di gioventù, si vedranno subito. Se Mercedes gira come un orologio svizzero dal primo giorno mentre gli altri arrancano, avremo già la risposta su chi ha interpretato meglio il regolamento. È stato davvero un piacere analizzare questo futuro con te. Il 2026 sembra lontano, ma tecnicamente è già “domani”.
MNL: Grazie G. Ci sentiremo dopo i primi test.
Al termine del pezzo vogliamo sottolineare che non sono state modificate le risposte della AI ma sono state scritte come ricevute. Quindi se qualcosa non vi quadra avete la possibilità di capire come abbia ragionato l’algoritmo.
Riccardo Turcato
















