Domenica Lando Norris scatterà dalla pole position nel GP d’Olanda. Il campione del mondo in carica è stato il pilota più veloce a Zandvoort, fermando il cronometro in qualifica sull’1:11.163. Alle sue spalle, i piloti Mercedes hanno conquistato la seconda e la terza posizione: George Russell ha fatto segnare il suo miglior tempo in 1:11.265, mentre Kimi Antonelli ha chiuso in 1:11.296. L’idolo locale Max Verstappen ha invece ottenuto il settimo tempo. Nei minuti finali alcune gocce di pioggia hanno costretto i team ad anticipare l’uscita dai box. La temperatura dell’asfalto si è attestata attorno ai 27 °C, mentre quella dell’aria era di 19 °C. Il Gran Premio dovrebbe disputarsi in condizioni simili.
George Russell ha invece vinto la Sprint Race. L’inglese ha mantenuto alle proprie spalle Charles Leclerc, giunto secondo al traguardo. Il ferrarista ha scelto una strategia differente per completare la gara breve, disputandola con la mescola Soft. Russell ha invece conquistato la vittoria con la Medium, utilizzata anche dal terzo classificato, Lando Norris. Solo Oliver Bearman ha optato, come Leclerc, per la Soft durante la Sprint, mentre tutti gli altri piloti hanno corso con la C3. Come già avvenuto in qualifica, anche nella gara di oggi la pioggia ha iniziato a cadere nelle ultimissime fasi, poco prima della bandiera a scacchi, senza però avere alcun impatto sull’esito finale. Il Pirelli Pole Position Award è stato consegnato a Lando Norris da Maro Engel. Il pilota tedesco è attualmente leader del campionato DTM di cui Pirelli è fornitore esclusivo dal 2023.
Dario Marrafuschi, direttore motorsport Pirelli: “La decisione di Ferrari e Haas di utilizzare la Soft durante la Sprint di oggi ci dimostra che la mescola rossa potrebbe rappresentare un’opzione per domenica, oltre a Hard e Medium che saranno probabilmente le scelte più gettonate. Tutte e tre le mescole sono quindi in gioco per la gara. La C4 ha offerto a Leclerc una prestazione tale da consentirgli di rimontare su Norris grazie alla maggiore aderenza, senza che il passo risentisse del degrado sulla lunga distanza, e alle basse temperature, che hanno consentito alla mescola di rimanere nella corretta finestra di utilizzo. La Sprint ci ha mostrato anche quanto possa essere difficile sorpassare sul circuito di Zandvoort, un elemento importante per valutare quanto possa essere penalizzante effettuare un pit stop.
La strategia più veloce è dunque quella a una sola sosta, con partenza su Medium fino al giro 27-33 e seconda parte di gara su Hard. Un’alternativa, più lenta di circa un secondo, prevede invece la partenza su Soft, da utilizzare fino alla finestra compresa tra il 26° e il 32° giro, per poi concludere la gara nuovamente con la Hard. In condizioni di aria libera, anche le strategie a due soste risultano teoricamente competitive ma è necessario tenere in debita considerazione, come evidenziato in precedenza, i pochi punti del tracciato in cui è possibile sorpassare. Un terzo stint potrebbe essere valutato in presenza di una Virtual Safety Car o per sfruttare un undercut nel corso della gara, qualora le condizioni di traffico lo consentissero. I degradi rilevati oggi, di natura termica, sono contenuti e, considerato che in gara è più probabile che i piloti gestiscano i pneumatici, non dovrebbero risultare determinanti nella scelta della strategia, almeno per le due mescole più dure.”

























