Una collezione, si sa, è una cosa viva che muta. Nuovi pezzi arrivano, alcuni se ne vanno, si ripensa a come esporre e si cambia. Mentre stavo sistemando alcuni modellini e libri mi è risbucata fuori questa bandierina che vedete in foto che trovai anni fa assieme a delle riviste comprate a un mercatino. La cosa che mi salta all’occhio è quella bella scritta TURBO a corredo del marchio Ferrari. La cosa mi ha strappato un sorriso se penso a chi mai andrebbe a un GP con una bandiera con scritto HYBRID o MGU-K? Nulla contro le nuove tecnologie sia chiaro, il mondo per fortuna evolve, ma se mi rimetto nei panni del tifoso anni 80 che vedeva quei bolidi sfrecciare con oltre 1000 CV dei motori BMW, leggenda narra che nemmeno i tecnici al banco prova abbiano mai saputo veramente il totale e poi se ne tornava a casa con la macchina da tutti i giorni che era ben lungi da essere simili alle monoposto, dava la tara della differenza di guida e il rispetto per quei piloti.
Oggi qualsiasi vettura di tutti i giorni è piena di tecnologia e il travaso dal punto di vista ibrido-elettrico ed elettronico è molto importante. Nessuno di noi saprebbe guidare una F1, sia ben chiaro. Però spesso si sente dire che sono macchine semplici da guidare con elettronica, ecc ecc. Poi ci si mette anche chi dirige il tutto a dire che nessuno dei tifosi è interessato a come si guida una macchina e siamo a posto. Sembra tutto scontato. Normale. Mentre quella parola TURBO era un inno alla forza bruta delle monoposto e di chi le domava.
Riccardo Turcato














