Una settimana dopo la Repubblica Ceca, la MotoGP si sposta in Olanda per il 10° round della stagione. Con 76 GP alle spalle, il TT Circuit Assen è di gran lunga il circuito più utilizzato del Mondiale, essendo stato teatro di gare del Campionato del Mondo tutti gli anni dal 1949 con l’eccezione del 2020 per la pandemia. Storicamente si gareggiava di sabato, ma 10 anni fa fu posticipato di un giorno e da allora si è sempre corso di domenica.
Secondo gli ingegneri Brembo che per l’11° anno di fila lavorano a stretto contatto con tutti i team della MotoGP, il TT Circuit Assen da 4,542 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 6 si è meritato un indice di difficoltà di 2 avendo solo 2 delle 10 frenate della categoria Hard, 3 Medium mentre le restanti 5 sono Light. In un giro i piloti utilizzano i freni per 27 secondi, non essendoci nemmeno una frenata da almeno 4 secondi. La curva più dura del TT Circuit Assen per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo: le MotoGP passano da 294 km/h a 114 km/h in 3,9 secondi in cui percorrono 205 metri mentre i piloti esercitano un carico sulla leva del freno di 5,4 kg. La decelerazione è di 1,5 g, la pressione del liquido freno Brembo tocca gli 11,6 bar e la temperatura dei dischi in carbonio sfiora i 720 °C.
Con 3 successi a testa in MotoGP, Marc Marquez e Francesco Bagnaia sono i piloti in attività più vincenti ad Assen. Tuttavia le vittorie dello spagnolo sono arrivate con stili di frenata decisamente differenti: ai tempi della Honda utilizzava molto il freno posteriore ma con la Ducati impiega più di prima il freno anteriore, complice la variazione dell’aerodinamica delle moto che oggigiorno garantisce un maggior carico al posteriore. Raramente infatti si vedono i piloti attuali sollevare il posteriore in frenata, a differenza di quanto avveniva anni fa.
Dieci anni fa ad Assen Jack Miller conquistò la sua prima vittoria in MotoGP. Vent’anni fa ad imporsi fu Nicky Hayden, rafforzando la propria candidatura alla conquista del titolo della MotoGP. Trent’anni fa vinse Mick Doohan e quarant’anni fa fu la volta di Wayne Gardner. Tutti e quattro in sella a una Honda ma con una differenza: solo gli ultimi tre impiegavano freni Brembo che però hanno equipaggiato le moto che hanno vinto le ultime 31 edizioni del GP Olanda.
Il grave infortunio di cui fu vittima nel 1992 Mick Doohan in qualifica ad Assen portò all’invenzione da parte di Brembo della pompa pollice, per poter gestire il freno posteriore con la mano sinistra. Invece il primo ad utilizzare la pompa indice Brembo fu Tito Rabat, due decenni dopo. In seguito la pompa indice ha fatto proseliti ma al momento in MotoGP non la impiega più nessuno. Molto diffusa è invece la pompa pollice, disponibile in due tipologie, ciascuna con due diversi diametri per meglio soddisfare le preferenze dei piloti.




