Dopo aver vinto la Sprint, Max Verstappen conquista la pole nel GP degli USA, la 47° in carriera e la settima della stagione, e lo fa con un solo giro in Q3, dopo aver preso bandiera prima del secondo tentativo, con un tempo di 1.32.510s, sufficiente per restare davanti a tutti. Accanto a lui domani ci sarà la McLaren di Lando Norris, a 0.291s, con la Ferrari di Charles Leclerc in terza posizione, seguita dalla Mercedes di George Russell. Terza fila per la seconda Ferrari di Lewis Hamilton e per Oscar Piastri, sottotono e mai in palla in questa sessione, probabilmente a causa dell’incidente nella Sprint. Settima la Mercedes di Kimi Antonelli e, a chiudere la top 10, la Haas di Ollie Bearman, la Williams di Carlos Sainz e l’Aston Martin di Fernando Alonso.
Fuori in Q2 e 11° la Sauber di Nico Hulkenberg, davanti alla Racing Bulls di Liam Lawson. Solo 13° Yuki Tsunoda, seguito dalle Alpine di Pierre Gasly e Franco Colapinto. Tempi cancellati per i track limits per Lance Stroll e Alex Albon, 18° e 19°, ma il pilota Aston Martin partirà ultimo per la penalità di 5 posizioni per la collisione con Esteban Ocon nella Sprint. Fuori in Q1 anche Gabriel Bortoleto, 16°, ed Esteban Ocon, 17°, oltre a Isack Hadjar, finito contro le barriere a inizio qualifiche, causando le bandiere rosse.
Che gara ci aspetta? Sicuramente c’è tanta carne al fuoco per tanti. Per Verstappen che ci crede ed è Verstappen; per i piloti Ferrari che vogliono una-soddisfazione-una; per la Mercedes che sta facendo un gran bel weekend; per la McLaren che deve recuperare dopo il fattaccio della Sprint. E, a questo proposito, dopo avergli dato del dilettante, Zak Brown ha fatto marcia indietro su Nico Hulkenberg, dichiarando: “Ho rivisto le immagini e ho cambiato idea, non posso incolpare Nico. Nella foga del momento ovviamente mi sono piuttosto infastidito da quello che ho visto, ma troppe macchine alla curva 1, non avrebbe potuto fare niente“. Che l’abbia detto perché davvero convinto o perché il mondo della F1 si è rivoltato contro le dichiarazioni sue, di Stella e dei piloti non lo sapremo mai. Chissà, forse anche questo rientra nelle papaya rules…
Barbara Premoli























