Cifra tonda per il GP del Belgio, il quarto tra i round del Mondiale di F1 a raggiungere quota 70 edizioni. Dal 1950 al 1970 si corse sempre a Spa-Francorchamps,ma nel 1971 il GP fu cancellato perché il circuito non soddisfaceva i requisiti di sicurezza della FIA. Così nel 1972 e 1974 fu la volta di Nivelles, non lontano da Bruxelles, intervallato da Zolder con quest’ultimo che venne impiegato un’ultima volta nel 1984, per poi lasciare spazio nuovamente a Spa-Francorchamps.
Secondo i tecnici del gruppo Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, il Circuit de Spa-Francorchamps da 7.004 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4 a causa della presenza di 5 frenate della categoria Hard, una Medium e 2 Light. Ogni giro i piloti utilizzano i freni per oltre 12 secondi e mezzo ed esercitano un carico sul pedale del freno di quasi una tonnellata. Tre le staccate da oltre 4,5 g di decelerazione.
La curva più dura del Circuit de Spa-Francorchamps per l’impianto frenante è la 5, al termine del rettilineo del Kemmel: le monoposto vi arrivano a 327 km/h e scendono a 176 km/h in meno di un secondo e mezzo (1,48 secondi per la precisione) durante i quali percorrono 93 metri. Lo sforzo richiesto ai piloti in quegli istanti è notevole: 4,7 g è la decelerazione massima a cui sono sottoposti e 157 kg il carico che esercitano sul pedale del freno. La potenza frenante è invece di 2.584 kW.
Nel 1995 Schumacher conquistò il suo secondo Titolo consecutivo con la Benetton. Ma se nel 1994 utilizzò il motore Ford Cosworth, l’anno dopo impiegò il Renault. La B194 e la B195 avevano invece in comune i freni Brembo che poi ritroverà in Ferrari. Michael pretendeva che anche l’impianto frenante fosse performante quanto lui e che avesse un comportamento costante e senza decadimenti nella durata dell’intero GP. Inoltre in qualifica, prima del turno decisivo, voleva un set di freni Brembo nuovi, utili per assicurare quell’attrito in più con cui allungare sui rivali.

















