Basta andare a Monza, dare un’occhiata all’Autodromo e parlare con chi ci lavora (ancora) per capire che qualcosa non va e che, almeno finora, il nuovo corso dell’AC Milano e della SIAS non hanno portato alcun cambiamento visibile. Le questioni legali sono note a tutti, così come il rischio che l’Autodromo perda la Formula 1 dopo il 2016. Ma la notizia arrivata oggi è stata come una scudisciata: ci riferiamo all’articolo del collega Pier Attilio Trivulzio pubblicato su infonodo.org (http://www.infonodo.org/node/41382), il cui titolo dice già tutto: Formula
Uno addio, Monza perde il Gran Premio d’Italia. Ma è possibile che l’Italia perda il suo GP? Per quanto gli interessi economici e il business spingano sempre più Ecclestone (e i team) overseas, specie nei ricchissimi Paesi arabi, non è immaginabile pensare alla Formula 1 lontana dal nostro Paese. Quindi, ammesso e non concesso che Monza esca di scena, quale circuito potrebbe sostituirla? Sarà anche una coincidenza, ma guarda caso arriva un comunicato dal Mugello. Lavori, interventi, modifiche: quello che sarebbe dovuto accadere a Monza. Con la morte nel cuore, viene da pensare che il il suo destino sia già scritto. Anche se un filo di speranza (in Ivan Capelli & C.) resiste ancora…
Vi lasciamo alla lettura del comunicato dell’Autodromo del Mugello.
<<Un 2015 nel segno di importanti novità per i piloti e gli appassionati che frequentano l’Autodromo del Mugello. Sul circuito di proprietà Ferrari, con il supporto delle Federazioni Internazionali, sono infatti in fase avanzata di realizzazione una serie di interventi tesi ad incrementare i già elevati standard di sicurezza esistenti in pista. Il più significativo riguarda la Bucine, l’ultima curva prima del rettilineo di partenza: qui, infatti, la via di fuga (l’area adiacente alle curve che minimizza e attutisce le eventuali uscite) è stata ampliata e risagomata nella sua altimetria per consentire una più efficace diminuzione delle velocità residue in caso di uscita di pista. Numerose altre vie di fuga, inoltre, sono state, poi, oggetto di interventi migliorativi da parte del management del circuito sede del GP d’Italia di moto. Nello specifico in curva 1 (San Donato); curva 2 (Luco); curva 4 (Materassi); curva 6 (Casanova); curva 7 (Savelli); curva 8 (Arrabbiata 1); curva 10 (Scarperia); curva 12 (Correntaio) si è provveduto a sostituire prato e ghiaia presenti nella parte delle vie di fuga immediatamente prossime alla pista con strisce d’asfalto che garantiscono una maggiore capacità di controllo del mezzo in caso di errore umano. Una scelta legata, dal punto di vista generale, all’evoluzione della materia e, nello specifico, all’analisi delle dinamiche delle varie uscite di pista avvenute nel corso degli anni.
PAOLO POLI (AD MUGELLO CIRCUIT): “La sicurezza sulle piste è una materia in continua evoluzione perché legata alle crescenti performance dei mezzi. Il nostro obiettivo è essere sempre all’avanguardia nel minimizzare i rischi residui che la pratica sportiva motoristica può generare”.
FRANCO UNCINI (delegato della FIM Federazione Internazionale Motociclistica): “I lavori in corso di esecuzione alla via di fuga della curva Bucine, sono per noi un “obiettivo raggiunto”. La MotoGP è stata la promotrice di questa richiesta. Interventi analoghi che riguardano altre vie di fuga del circuito del Mugello rappresentano un nuovo qualificato intervento per accrescere la sicurezza dei piloti che gareggiano in questo impianto. Il Mugello, grazie al suo management, ha sempre precorso i tempi in materia di sicurezza, rappresentando un punto di riferimento ed un esempio seguito da molti circuiti.”
JARNO ZAFFELLI (DROMO Circuit Design): “Le modifiche in corso di realizzazione sono il risultato del sistema di calcolo DroCAS™ che tiene presente non solo le esigenze delle competizioni auto e moto, ma anche dell’utente di tutti i giorni. Dopo l’analisi di migliaia di casistiche registrate negli Autodromi di tutto il mondo, questo sistema di calcolo certificato permette di elaborare le dinamiche più probabili e i relativi interventi strutturali per minimizzare le conseguenze per piloti e appassionati“.>>
Strutture allo stato dell’arte, interventi per la sicurezza, richiesti dalla MotoGP, ma perfetti anche per la Formula 1… una sirena irresistibile per Bernie Ecclestone e per qualunque essere umano dotato di intelligenza e buon senso. Potendovi permettere un hotel 7 stelle o una supercar voi andreste a dormire in una pensione mezza stella o vi comprereste una bagnarola con la carrozzeria arrugginita? Risposta scontata e che fa male, anche perché la sensazione è che ormai siano solo gli appassionati a tenere ancora alla Formula 1 a Monza… Lo diciamo sperando (di cuore) di essere smentiti.
Barbara Premoli




