Quindici giorni dopo la gara al Circuit of the Americas il Mondiale WEC torna in pista per il quinto degli otto appuntamenti stagionali, in programma sulla pista del Fuji, in Giappone. Cinque le Ferrari che saranno impegnate in gara, due nella categoria LMGTE Pro e tre nella classe LMGTE Am.
Nella categoria LMGTE Pro, Tony Vilander e “Gimmi” Bruni devono cercare di riscattarsi dopo il terzo posto di Austin e quella del Fuji, tifoni permettendo, potrebbe essere la pista giusta per farlo. Gli alfieri del team AF Corse, che guida la classifica iridata a squadre al pari della Ferrari tra i costruttori, hanno comunque un margine confortante sul primo degli inseguitori, il francese Frederic Makowiecki, portacolori della Porsche: 25 punti, esattamente quelli che si acquisiscono con una vittoria. Nella stessa categoria sarà impegnata la vettura numero 71 di James Calado e del collaudatore della Scuderia Ferrari di Formula 1, Davide Rigon, che finora non ha vissuto una stagione esaltante, eccezion fatta per la gara di Spa-Francorchamps, conclusa sul podio.
In casa AF Corse la situazione è più complessa nella categoria LMGTE Am, dove il titolo piloti sembra ormai nelle mani della coppia danese dell’Aston Martin composta da Kristian Poulsen e David Heinemeier-Hansson, cui per questo appuntamento si aggiunge il connazionale Nicki Thiim. Nella classifica a squadre per il team che fa correre le Ferrari ci sono da recuperare ben 35 lunghezze alla Aston Martin. Nel weekend in questa categoria le vetture schierate dalla scuderia piacentina saranno due, la numero 61 per lo statunitense Bret Curtis e l’olandese Jeroen Bleekemolen e la 81 per Stephen Wyatt, Michele Rugolo e un altro collaudatore della Scuderia Ferrari, Andrea Bertolini. Al via anche la 458 Italia GT2 del team 8 Star Motorsports affidata agli italiani Gianluca Roda e Paolo Ruberti e allo statunitense Jeffrey Segal.
Su questo circuito, in competizioni GT, la Ferrari ha conquistato nella storia otto affermazioni, la prima delle quali risale al 1970, quando qui si disputò una 200 Miglia vinta da Giampiero Moretti al volante una 512 S della Scuderia Picchio Rosso. L’anno seguente su una vettura analoga lo statunitense Gregg Young si impose nel Grand Prix of Japan. Più recenti le altre affermazioni: nel 2007 il trio nipponico formato da Koji Aoyama, Shininchi Takagi e Morio Nitta, al volante della F430 GT del Team Kawamura, fu terzo assoluto e vincitore della categoria GT2 in una prova del Japan Le Mans Challenge mentre a primeggiare in GT1 fu la 550 Maranello del team Hitotsuyama Racing di Tayiou Iida e Tomonobu Fujii. Altre affermazioni sono arrivate nell’ambito del campionato giapponese GT, nella categoria GT300: nel 2009 con Takayuki Aoki e Fujii con la F430 del Team Daishin e nel 2010 con Katsuyuki Hiranaka e Tetsuya Tanaka (F430 del team di Jim Gainer). L’ultimo successo è datato 2013, nella 3 Ore valida per l’Asian Le Mans Series con Takayuki Aoki, Shinji Nakano e Shogo Mitsuyama, primi nella categoria GTE al volante della 458 Italia del team Taisan Ken Endless.




