Alex Fiorio se ne è andato: il tumore allo stomaco, di cui lui stesso aveva dato notizia in un video sui suoi social ai primi di giugno, ce l’ha portato via, a soli 61 anni.Unico anche in questo, nell’avere il coraggio di dire perché era dimagrito e nel continuare a divertirci coi suoi racconti, come niente fosse. In quello stesso video aveva chiesto di non scrivere commenti, quindi non ci dilugheremo, non gli piacerebbe. Ti diciamo solo, caro Alex, che ci mancheranno i tuoi commenti post-gara e gli aneddoti di quando correvi. Fai buon viaggio e grazie per averci insegnato come si affrontano le corse e la vita.
Barbara Premoli
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Alex Fiorio non c’è più: un male incurabile, che lo tormentava da qualche mese, gli ha tolto la vita. Alex lascia papà Cesare e mamma Francesca, il fratello Cristiano con i figli Cesare jr. e Milla, la sorella Giorgia, la moglie Oxana e le figlie Mariapaola e Francesca che lo avevano seguito quando, anni orsono, si era trasferito in Puglia alla Masseria Camarda, la nuova residenza di Cesare Fiorio. E che gli sono costantemente stati vicino, senza mai fargli mancare il loro affetto, nell’assisterlo fino in fondo in questo periodo di sofferenza. La sua è stata una vita dedicata allo sport iniziata con il titolo di campione italiano di discesa libera e gigante, a 17 anni, con i colori dello Ski Club Cervino presso il quale aveva superato le prove per essere anche maestro di sci.
La passione per la velocità lo ha fatto avvicinare al mondo delle quattro ruote e dei rally in particolare. Alex ha iniziato la sua luminosa carriera di pilota rally nei primi anni 80 partecipando al Panda Ice Trophy, poi al Campionato Fiat Uno. Successivamente è stato uno dei protagonisti degli anni mitici dei trionfi della Lancia Delta, sempre con a fianco, come navigatore, Gigi Pirollo.
Proprio al volante di una Delta del Jolly Club si era laureato Campione del Mondo Gruppo N al Rally 1000 Laghi (ora Rally di Finlandia) al termine di un testa a testa con Tommy Makinen, pilota che vinse poi ben quattro titoli mondiali WRC. E in WRC Alex nel 1989 ha conquistato il secondo posto alle spalle di Miki Biasion mentre in carriera è andato a podio ben nove volte con sei secondi posti e tre terzi posti.
Dopo il ritiro dalle competizioni della Lancia e una breve esperienza nei rally con la Ford, nel 2000 è stato team manager del team Honda Benetton Playlife Racing Team nella classe 125 del motomondiale, con i piloti Masao Azuma, Mirko Giansanti e Stefano Bianco, vincendo il titolo costruttori. Dal 2001 al 2004 è stato team manager del BMW Cibiemme Team nel campionato FIA Super Produzione e Turismo con piloti Gianni Morbidelli, Paolo Ruberti, Stefano Gabellini, Salvatore Tavano, Sandro Sardelli e Michele Rugolo in Formula Nissan.
Il rally era nel suo dna, una passione senza confini che lo ha portato ad aprire con l’amico, ed ex pilota, Alex Bruschetta la Rally University frequentata da decine di giovani aspiranti piloti che sulla pista ricavata all’interno del comprensorio della Masseria Camarda hanno appreso le nozioni fondamentali per misurarsi nelle competizioni su strada. L’ultimo capolavoro di Alex è stata la creazione della Fiorio Cup, giunta ormai alla quinta edizione con tre successi del pluricampione italiano Andrea Crugnola, uno di Andrea Mabellini e nell’edizione 2024 di Kalle Rovanpera, Campione del Mondo Rally nel 2022 e 2023. Alex lascia un enorme vuoto non solo nei suoi familiari di cui è sempre stato grande sostegno ma in tutti quelli che lo hanno conosciuto, apprezzato, amato.

























