Per il sottoscritto è un rituale che dura dal 1994. Andare in edicola e prendere Autosprint. La prima sfogliata veloce la do direttamente lì, in edicola, per fissare subito gli articoli più interessanti da leggere poi a casa. Negli anni grazie a questo rituale mi sono ritrovato a parlare spesso di motori con altre persone, addirittura quando avevo 11 anni l’edicolante del mio paese mi lasciava in edicola da solo mentre lui andava a bersi il caffè al bar. Ma quello che mi è successo oggi è stato veramente particolare e spiega molto del fenomeno Antonelli.
Questa settimana il faccione di Kimi fa bella vista in copertina. Mentre stavo pagando arriva il parroco del quartiere e guardando il buon Kimi mi fa: ”Ma è veramente così forte questo ragazzo?”. E io: “Sì, certo. molto forte, per fortuna è italiano”. Il parroco prosegue: “Perché lo vedo e mi sembra un bravo ragazzo semplice. Deve avere una buona famiglia dietro vero?”.
Ora io non conosco personalmente la famiglia Antonelli, ma da quello che ho visto e letto in questi anni mi sembra proprio che sì. Gli dico sì, secondo me anche quello conta molto nella qualità del nostro ragazzo. “Può vincere il mondiale?”. “Certo, lo spero, dopo tanti anni che un italiano non vince, non diciamo nulla, ma forse è la volta buona”. Allorché il parroco guarda il giornale e poi guarda me e mi fa: “Sai cosa? Prendo anch’io Autosprint oggi”.
Penso sia un piccolo aneddoto ma importante per capire il fenomeno Kimi. Come succede con Sinner. In un mondo sempre più sull’orlo di una crisi di nervi, guerre, cattiverie, abbiamo la fortuna di avere grandissimi italiani vincenti, bravi ragazzi, con la faccia pulita che piacciono a tutti. Come Tomba, Baggio, Valentino. Escono dai confini dello sport stesso e arrivano a un pubblico più ampio non solo per le vittorie fine a se stesse. Io auguro a Kimi di non cambiare mai, di stupirsi ancora in futuro davanti a chi gli chiede un autografo, un saluto da dietro una rete. Certo pressione e impegni aumenteranno, ma non è mica detto sempre che bisogna diventare poi str@@zi. Io me lo immagino questa sera il parroco finite le funzioni a leggere di Kimi e chissà, magari anche a dire una preghiera per lui… Come gli spiegavo, non vinciamo dai tempi di Ascari, anche un aiuto dall’alto non guasterebbe.
Riccardo Turcato















