Da ieri ha preso il via l’ACI Racing Weekend all’Autodromo Nazionale Monza e in eventi come questi ci si rende davvero conto di quanta passione ci sia nella gente, non solo per la F1 ma anche per – passateci il termine – il “motorsport minore”. Che è quello che fa nascere l’amore per le corse, che avvicina le famiglie, i papà coi bambini. Vedere le macchine e i piloti da vicino… è lì che nasce tutto, ed è quello per cui ACI e ACI Sport dicono di lottare, instillare la cultura del motorsport fin da piccoli, che poi non ti abbandona più. Se i miei non mi avessero messa davanti alla TV fin da poppante e non mi avessero nutrita a pane e motori oggi andrei a farmi la manicure o al mare durante i weekend dei GP, altro che guardarli (anche in giro per il mondo) e oltretutto spaccarmi le ossa su una testata giornalistica!
Poi arriva la grande occasione che viene sprecata: gli ACI Racing Weekend a Monza e ovviamente la gente spera di avvicinarsi alle macchine da corsa. Ma inizia a girare la voce che il paddock è off-limits e volete che io non vada dritta alla fonte? Sì, sui comunicati si parla di tante attività ma non esspressamente di quello. Così da ieri arrivano papà coi bambini che restano rigorisamente fuori. Dopo aver cercato di telefonare (ma il numero fisso dell’Autodromo non funziona e l’addetto stampa non risponde, chiaramente occupato per l’attività in pista), abbiamo chiamato direttamente il direttore generale dell’Autodromo Alfredo Scala che, gentilissimo, ha risposto al primo squillo e ci ha dato la risposta chiarificatrice: “Il paddock è chiuso al pubblico per motivi tecnici, è aperto solo per gli addetti ai lavori“. “Però ci sono la fanzone, le sessione di autografi, il Dj set“, ci ha detto poi il responsabile ufficio stampa Andrea Cremonesi, che ci ha richiamati appena visto che l’avevamo cercato. Certo, ingresso gratis (si paga solo il parcheggio), tante attività collaterali ma non quello che accende la scintilla della passione: il contatto visivo, olfattivo, emozionale con l’oggetto dei sogni: le macchine, i box, i piloti, i meccanici.
Bene, adesso lo sapete ufficialmente: niente accesso al paddock. E forse, dato il caldo folle, è consigliabile restare a casa e non portare i bambini, come ci è stato detto. Monza, ACI e ACI Sport dovrebbero mettere il pubblico al primo posto, che oltretutto porta soldi. Ma forse la gente dà fastidio, meglio resti a casa, esattamente come accade nel mondo del calcio o della F1, tanto bastano gli sponsor. E se i bambini cresceranno con la passione del motorsport sarà grazie ai loro genitori che li metteranno davanti alla TV facendogli vedere un DVD o una VHS con i GP dei bei tempi o li porteranno a girare coi kart. Non certo grazie a chi si riempie la bocca di proclami politici e poi chiude la porta alla gente. Con la beffa di quel “Welcome” all’ingresso… ah già, ma sarà per i Vippozzi della domenica che arrivano a frotte per il GP!
Barbara Premoli




