ACI Sport piange la scomparsa di Sandro Munari, tra i più grandi piloti della storia del rally mondiale e simbolo dell’automobilismo italiano. Nato a Cavarzere, iniziò a emergere nella disciplina a metà degli anni 60 con la Lancia, nel Jolly Club al fianco di mentori quali Arnaldo Cavallari e Cesare Fiorio. Si laureò Campione Italiano Rally per due volte, nel 1967 con Luciano Lombardini alle note e nel 1969 affiancato da Arnaldo Bernacchini, sempre su Lancia Fulvia HF. Protagonista assoluto dell’epoca d’oro del rallismo, fu protagonista di imprese storiche a livello internazionale come il successo nel Rallye Monte-Carlo del 1972, gara simbolo della specialità, fino a quel momento un tabù per gli italiani.
“Ci lascia un grandissimo del motorsport internazionale. Il ‘Drago’ dei rally è stato un simbolo vincente dello sport italiano. Lo ricorderemo sempre con ammirazione e affetto”. Così il presidente dell’ACI Geronimo La Russa dopo la scomparsa di Sandro Munari,
simbolo vincente dei rally del nostro Paese, esprime le più sentite condoglianze, anche a nome di tutto l’Ente, ai suoi familiari e ai suoi cari. “Certamente non mancheranno le occasioni per celebrare le sue imprese sportive nel modo che merita, figure come Sandro Munari sono l’orgoglio di chi segue con passione il mondo dei motori”.
Con la Lancia Stratos HF, navigato da Mannucci, ottenne altre tre vittorie consecutive al Monte-Carlo (1975, 1976, 1977), oltre a successi iridati al Tour de Corse, Rally del Portogallo, contribuendo ai titoli costruttori Lancia. Nel 1973 conquistò il Campionato Europeo Rally con La Fulvia HF 1.6 e nel 1977 vinse la Coppa FIA Piloti, antesignana del Campionato del Mondo Rally Piloti.
Soprannominato “Il Drago di Cavarzere”, Munari contribuì a rendere popolari i rally in Italia e fondare una tradizione italiana per questo sport tramandata sino ad oggi. ACI Sport si unisce al cordoglio della famiglia e del motorsport internazionale per la scomparsa di un campione eterno, proprio nell’anno del ritorno di Lancia alle corse. Un ideale passaggio di consegne dalla leggenda al futuro della specialità che conserverà il suo ricordo come un prezioso racconto da tramandare a tutti i piloti di domani.




