Il rapporto tra Peugeot e l’Italia è di lunga data: la prima auto a circolare in Italia fu una Peugeot Tipo 3, arrivata il 2 gennaio 1893. Un segnale importante, testimonianza di un legame profondo, nato agli albori dell’automobilismo, quando acquistare un’auto, per di più straniera, era considerato davvero pionieristico. Poco dopo arrivano le competizioni: già nel 1898 vediamo un certo dott. Lanza partecipare a bordo di un triciclo Peugeot alla gara Torino-Asti-Torino, mentre l’avvocato Guido Prato arriva all’inaugurazione della nuova sede ACI di Torino anch’egli a bordo di un triciclo Peugeot.
Da Torino a Milano
Negli anni prima della grande guerra fu l’imprenditore Picena di Torino a importarle; di Peugeot Bébé ne importò ben 108 sulle 3.095 prodotte. Poi, nel dopoguerra, furono le fabbriche nazionali a soddisfare la necessità di mobilità individuale in Italia.
A seguito dei sistemi protezionistici ancora in vigore tra i Paesi europei a metà degli anni 20 era più conveniente fiscalmente importare componenti staccati di vetture e assemblarle sul posto. Già il 5 novembre 1924 Peugeot aveva costituito a Milano una società: la “Società Anonima Commerciale Peugeot Italiana” in partecipazione con l’Isotta Fraschini per l’assemblaggio italiano delle 5CV che già subito nel 1925 si aggiudicarono la loro classe alla Coppa delle Alpi e le 24 ore d’Italia a Monza. Poi l’Isotta si rivolse alla Ford che spingeva per entrare nel mercato italiano e il rapporto si arenò, ma non la volontà di Peugeot di costruire in Italia.
Assemblate in Italia
Fu così che, esattamente 100 anni fa, il 1° febbraio 1926 venne costituita la “S.A. Italiana dei Cicli e Automobili Peugeot”. Presidente fu nominato Robert Peugeot, Consigliere Lucien Rosengart, il finanziere che credeva nell’espansione all’estero. La sede venne stabilita in Viale Umbria, 32 a Milano; oggi l’edificio riconvertito esiste ancora. Già a marzo il Direttore Generale Charles Gougné venne sostituito da Jean Eugène Lavergne e a partire dal 20 aprile, fino ad agosto 1926, vennero spedite circa 250 vetture da assemblare con pneumatici Pirelli, impianto elettrico e strumentazione Magneti Marelli, orologio Boselli e finiture più curate, spesso con cruscotto in legno. Oggi di queste vetture ne risultano esistenti meno di dieci.
Il ritorno a Torino
Alla prima Mille Miglia del 1927 una squadra di tre vetturette si aggiudicò la classe, ribadendo così l’affidabilità delle piccole 5 CV francesi. Quando il Regime in piena autarchia alzò le tasse di vendita per vetture straniere al 130% del prezzo di listino Peugeot capì che l’esperienza italiana doveva terminare e, dopo aver presenziato all’ultimo salone di Roma del 1929, all’inizio del 1930 dovette chiudere definitivamente lo stabilimento di Milano. Grazie all’accordo con la A. Pagani e Figli di Torino, l’importazione ufficiale di automobili Peugeot riprenderà nel 1954, con l’arrivo della berlina 203, ma già dal 1951 la Casa del Leone stringe la storica partnership con Pininfarina, pure torinese, che si concretizzerà nel 1955 con il lancio della 403, prima automobile Peugeot a superare il milione di esemplari.












