Dopo una settimana di break, la F1 riparte dal Brasile, per il quart’ultimo round della stagione: un weekend potenzialmente decisivo per la conquista del titolo Piloti, complice la presenza della Sprint che metterà complessivamente a disposizione 33 punti. L’Autodromo José Carlos Pace sarà teatro della quinta edizione del GP di San Paolo, anche se in precedenza ha già ospitato 37 GP del Brasile. In totale, sono quindi 51 i GP disputati nel Paese, di cui 10 a Rio de Janeiro.
Secondo i tecnici del Gruppo Brembo, che lavorano a stretto contatto con tutti i team di F1, l’Autodromo José Carlos Pace, da 4.309 metri di lunghezza, rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà pari a 3, poiché in un giro i freni sono utilizzati per meno di 12 secondi. Le frenate totali sono sette: 3 di livello High, 2 Medium e 2 Light. Soltanto una di esse supera i 100 metri di lunghezza.
La curva più impegnativa dell’Autodromo José Carlos Pace per l’impianto frenante è la prima: le monoposto vi arrivano a 325 km/h e scendono a 123 km/h in 2,39 secondi, durante i quali percorrono 126 metri. Lo sforzo richiesto ai piloti è di 4,6 g, con un carico esercitato sul pedale del freno di 139 kg e una potenza frenante di 2.493 kW.
Brembo è presente nelle competizioni internazionali da 50 anni: debuttò infatti in Formula 1 nel 1975, fornendo dischi in ghisa alla Scuderia Ferrari. In quella stagione, il numero 1 era sulla McLaren di Emerson Fittipaldi, campione del mondo in carica, mentre la Ferrari schierava Clay Regazzoni (n.11) e Niki Lauda (n.12). A settembre, il pilota austriaco della Scuderia del Cavallino, si laureò campione del mondo con 64,5 punti e, nel 1976, poté fregiarsi del numero 1, con cui debuttò al GP del Brasile del 25 gennaio, onorandolo con la vittoria.
Il pilota con più pole nel GP del Brasile è Ayrton Senna, con 6 partenze in testa alla griglia, il doppio di quelle ottenute dai primi inseguitori: Mika Hakkinen, Rubens Barrichello, Felipe Massa e Lewis Hamilton. La sua prima pole in patria arrivò nel 1986, a Jacarepaguà, al volante della Lotus, che montava pinze Brembo, le stesse che Ayrton volle anche alla McLaren. Senna raccontava che, al termine del lungo rettilineo da 900 metri, frenava al cartello dei 100 metri quando viaggiava a 310 km/h, scalando fino alla quarta marcia. Con gli impianti frenanti attuali, si potrebbe frenare decine di metri più tardi.
Dal 2022 il regolamento di Formula 1 vieta l’applicazione di fori sulle pastiglie, un vantaggio tecnico che Brembo era in grado di offrire da diversi anni. Per soddisfare le esigenze di raffreddamento delle pastiglie (disponibili in diverse mescole) ed evitare la trasmissione di calore alla pinza, le pastiglie Brembo in carbonio sono oggi dotate di molteplici alette di raffreddamento. Nel corso dell’intera stagione, Brembo fornisce a ciascun team da 280 a 480 pastiglie.




