Gente di parola gli svedesi, quando prendono un impegno, cascasse il mondo, per loro è prioritario mantenerlo. E il management di Volvo non fa certo eccezione. E così la Casa di Goteborg, fedele all’annuncio fatto già diverso tempo fa, si presenta alla fine di questo 2019 con una gamma di vetture che, d’ora in avanti, sarà interamente “elettrificata”.
Spieghiamo meglio, l’affermazione non significa in nessun modo che da qui in avanti le Volvo in listino saranno esclusivamente elettriche. Assolutamente no. Vuol dire, però, che per ogni modello saranno presenti, da ora in avanti, versioni ibride e, col tempo, completamente elettriche. Un impegno importante che ricorre a tutte le più efficienti tecnologie in fatto di elettrificazione, appunto. Già da ora, dunque, si può scegliere fra versioni tradizionali endotermiche, benzina e diesel o mild-hybrid e plug-in hybrid in attesa che, a partire dal prossimo anno, vengano presentate le future vetture che avranno solo motori a batterie.
Per rendere ancora più esplicita questa scelta in Volvo hanno deciso di modificare anche la denominazione dei vari modelli che ora, per ciascuna famiglia della gamma, potranno recare in coda la lettera “B” nel caso delle mild hybrid dove la consonante indica il sistema “Brake Regeneration” grazie al quale in fase di frenata viene recuperata energia da destinare all’impianto a 48 Volt. La “T” indica invece le versioni ibride plug-in come del resto già accedeva in fin qui mentre a breve comparirà una “P” a indicare che tali Volvo saranno Pure Electric non comprendendo più, quindi, nessuna unità endotermica.
L’intera gamma delle auto Volvo a questo punto offrirà la possibilità di accedere ad una o più versioni “eco friendly” con valori di emissioni di Co2 che partono dai 36 g/km delle T6 ibride plug-in. Per la fine di quest’anno terminerà definitivamente la produzione delle V40 che restano escluse da questi interventi in virtù della fine vita del modello. Su tutti gli altri modelli sarà invece possibile trovare le versioni che maggiormente rasserenano coloro che avvertono l’esigenza di muoversi con il minor impatto possibile o che, più prosaicamente, desiderino evitare blocchi del traffico, ZTL varie e appesantimenti fiscali di vario genere tanto cari ai nostri sempre assai fantasiosi governanti.
Vale la pena osservare anche che, mentre la tecnologia mild hybrid sarà disponibile in abbinamento sia alle motorizzazioni benzina che diesel, le plug-in hybrid prevedono solo l’accoppiamento delle unità elettriche ai motori a benzina. Questo nonostante che la prima vera ibrida plug-in di Volvo fu la convincente V60 D6 Plug-In Twin Engine del 2012 che univa diesel ed elettrico con ottimi risultati. Col trascorrere del tempo e con l’acquisizione di Volvo da parte del colosso cinese Geely la Casa di Goteborg ha visto evolversi i propri mercati di riferimento che oggi sono in primo luogo Stati Uniti e Cina, appunto, mercati dove il gasolio tradizionalmente resta piuttosto negletto determinando così la scelta di “ibridizzare” solo i motori a benzina.
Maurizio Toma







































