Dopo l’avvio di stagione tra Melbourne e Shanghai, la F1 resta in Asia per uno degli appuntamenti più iconici del calendario: il GP del Giappone, sul circuito di Suzuka. Per i piloti della Scuderia Ferrari, così come per il resto dei concorrenti, il terzo weekend del campionato rappresenta un passaggio particolarmente significativo, perché porta le nuove monoposto 2026 su un tracciato che, più di molti altri, mette alla prova la qualità complessiva del pacchetto vettura-power unit e premia le abilità del pilota. Dopo i riscontri raccolti nelle prime due gare, il fine settimana giapponese offrirà una nuova importante opportunità per continuare a comprendere il comportamento di vetture profondamente diverse rispetto al passato, in una fase della stagione in cui ogni sessione in pista contribuisce ad accelerare il processo di apprendimento, alla vigilia di un mese che, dopo la cancellazione delle gare di Bahrain e Arabia Saudita, permetterà di lavorare intensamente a casa.
Pista leggendaria. Suzuka è uno dei circuiti più tecnici e impegnativi del Mondiale: con i suoi 5,807 chilometri e il layout, unico, a forma di otto, combina curve ad alta velocità, cambi di direzione rapidi e sezioni in cui ritmo, precisione e bilanciamento fanno la differenza. Dalle “esse” del primo settore alle curve Degner, fino alla Spoon e alla 130R, il tracciato giapponese richiede una monoposto stabile, precisa nei trasferimenti di carico e capace di offrire fiducia al pilota nelle fasi più veloci del giro. In questo contesto, con le nuove regole 2026 che hanno modificato in modo sostanziale sia l’aerodinamica sia il rapporto tra componente termica ed elettrica della power unit, Suzuka assume ancora più valore come banco di prova, perché impone di mettere insieme efficienza, guidabilità e gestione dell’energia su un giro tra i più esigenti dell’intera stagione.
Tradizione e passione. Il GP del Giappone occupa da sempre un posto speciale nella storia della Formula 1. Quella del 2026 sarà la quarantesima edizione di questa gara ad essere valida per il Campionato del Mondo e la 36° disputata a Suzuka, circuito che dal 1987 è diventato sinonimo di grandi sfide tecniche, duelli memorabili e titoli decisi. A rendere ancora più unico questo appuntamento contribuisce l’atmosfera che si respira attorno alla pista: i tifosi giapponesi sono tra i più appassionati, competenti e creativi del mondo, e il loro entusiasmo accompagna da sempre anche la Scuderia Ferrari, che in Giappone ritrova ogni anno una cornice di grande calore e partecipazione.
Programma. L’azione in pista a Suzuka inizierà venerdì con la prima sessione di prove libere alle 11.30 locali (3.30 CET), seguita dalla seconda alle 15 (7 CET). Sabato 28 marzo i team torneranno in pista per l’ultima ora di prove libere alle 11.30 locali (3.30 CET), mentre le qualifiche scatteranno alle 15 (7 CET). Il Gran Premio del Giappone prenderà il via domenica 29 marzo alle 14 locali (7 CEST dopo il cambio dell’ora che in Europa sarà nella notte tra sabato e domenica) sulla distanza di 53 giri, pari a 307,471 chilometri. QUI tutti gli orari in dettaglio.
Fred Vasseur, Team Principal: “Il GP di Cina è stato un’altra esperienza utile per noi. Abbiamo confermato alcuni degli aspetti positivi che avevamo visto a Melbourne, soprattutto in condizioni di gara, ma allo stesso tempo abbiamo constatato che ci sono ancora aree in cui dobbiamo migliorare. Il generale livello di competitività è molto alto e piccoli dettagli possono avere un grande impatto sul risultato. Suzuka è un circuito molto impegnativo e rappresenta un’altra opportunità importante per comprendere meglio la SF-26 e continuare a progredire. Dobbiamo restare concentrati su noi stessi, lavorare sull’intero pacchetto e assicurarci di mettere tutto insieme nel corso del weekend. Dopo questa gara avremo anche un mese a Maranello, che sarà importante per analizzare i dati raccolti nelle prime tre gare e continuare a sviluppare la SF-26 nella giusta direzione”.




