Secondo il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, oggi si sono strumenti più efficaci per contrastare la speculazione carburanti rispetto a 4 anni fa. “Magari fosse così! Le armi contro le speculazioni sono ancora e sempre le stesse, quindi spuntate. Il decreto del 2023 era solo aria fritta che dava qualche potere in più al Garante per la sorveglianza dei prezzi per monitorare i prezzi, non per bloccare le speculazioni. Non c’era nulla per dare più poteri all’Antitrust contro i rincari anomali, come noi chiediamo da anni in occasione di ogni legge annuale sulla concorrenza. Quel decreto era solo una presa in giro in cui si diceva che se emergevano fenomeni speculativi lungo la filiera allora il Garante doveva riferire “gli esiti delle attività al Ministro delle imprese e del made in Italy che ne informa, ove necessario, il Governo per l’adozione di adeguate misure correttive o di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna”. Insomma, il nulla cosmico!” afferma Massimiliano Dona, presidente Unione Nazionale Consumatori. “L’unica cosa utile di quel decreto era l’app che avrebbe dovuto suggerire ai consumatori quale è il distributore di carburanti più conveniente nella loro zona. Solo con la concorrenza e la trasparenza del prezzo, infatti, i consumatori possono provare a difendersi da soli. Ebbene, dopo la bellezza di 3 anni e 2 mesi dal varo del decreto, quell’app non ha ancora visto la luce e non se ne sa più nulla. Incredibile! Siamo stufi delle chiacchiere! Se il Governo vuole davvero fare qualcosa, nel Consiglio dei ministri di domani riduca le accise sui carburanti di almeno 10 centesimi“.




