Chi si è svegliato all’alba non si è certo annoiato guardando il GP d’Australia, primo round attesissimo del Mondiale 2026, in cui tutti i riflettori erano puntati sull’effetto dei regolamenti in gara. 58 giri che sono volati, con 120 sorpassi, contro i 45 dello scorso anno (ma va detto che adesso sono dovuti al regolamento che impone di dover rallentare per ricaricare). Davanti a tutti hanno chiuso le Mercedes di George Russell e Kimi Antonelli (su una sola sosta), seguite dalle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton.
Al via Leclerc è passato dalla quarta alla prima posizione e per una decina di giri scambio di posizioni continue tra lui e Russell, con il britannico che ha poi preso la leadership. Sotto VSC (dopo il ritiro della Red Bull di Isack Hadjar) entrambe le Mercedes sono tornate ai box per il pitstop, mentre le Ferrari sono rimaste fuori (con Hamilton che ha fatto presente che almeno una macchina avrebbe dovuto cambiare gomme, ma niente….). Dopo il ritiro della Cadillac di Valtteri Bottas altra VSC e sempre Ferrari in pista. Ovviamente quando le SF-26 hanno effettuato la sosta Russell e Antonelli hanno preso la testa della gara, mantenendola fino alla bandiera a scacchi, riuscendo a gestire i pneumatici. La strategia ha pagato con Russell che ha chiuso con 2,9s sul compagno di squadra, conquistando la sesta vittoria in carriera.
Terzo e quarto posto per Leclerc e Hamilton, seguiti da Lando Norris (unica McLaren in gara dopo il ritiro di Oscar Piastri per un problema tecnico e conseguente uscita di pista nel giro di formazione). Sesto Max Verstappen autore di una grande rimonta dalla 20° posizione, davanti alla Haas di Ollie Bearman e alla Racing Bulls di Arvid Lindblad (a punti nel GP del debutto). A chiudere la classifica, Gabriel Bortoleto che porta i primi punti alla Audi, e l’Alpine di Pierre Gasly. A seguire la Haas di Esteban Ocon, la Williams di Alex Albon e la seconda RB di Liam Lawson. l’Alpine di Franco Colapinto 14° e, a chiudere la classifica, Carlos Sainz e Sergio Perez, che è riuscito a completare la prima gara della Cadillac in F1. Ritiri per le Aston Martin di Lance Stroll e Fernando Alonso, che dopo lunghe soste ai box sono tornati in pista per sfruttare la gara come fosse un test, oltre che per Bottas e Hadjar. Ma peggio è andata a chi proprio non ha partecipato alla gara, il pilota di casa Piastri e quello della Audi Nico Hulkenberg, spinto fuori dalla griglia per problemi tecnici.
Difficile fare un bilancio dopo una sola gara. Chiaramente c’è tanto lavoro da fare per tutti. L’azione l’abbiamo avuta, ma troppo artificiale, al punto che resterà nella storia il team radio di Leclerc “È come un fungo in Mario Kart“. Un gioco per tutti, ma resta della sua idea Max Verstappen che a fine gara ha dichiarato a chi gli chiedeva se si fosse divertito e cosa cambierebbe: “Super. Gran gara. Un gran divertimento. Gara top. Spettacolo? Non sono dei veri duelli. Per migliorare bisognerebbe cambiare molte cose, motore, batteria, ma per ora non è possibile…”. Una cosa su cui di certo FIA e F1 devono intervenire subito è la sicurezza, coi problemi legati alla batteria, soprattutto alla partenza. Antonelli l’ha detto senza mezzi termini: “Avevo la batteria scarica! Non ho potuto fare il burnout prima del via arrivando in griglia perché la macchina non rispondeva. E quando sulla casella ho visto zero sulla carica della batteria mi sono spaventato”. E spavento e rischio peggiori li ha vissuti Franco Colapinto al via, quando ha evitato non si sa come una macchina lenta. E non dimentichiamo gli incidenti di Verstappen in qualifica e quello di Piastri oggi. Cose che non devono succedere e che vanno messe al primo posto. La battuta di Leclerc a noi non fa ridere, forse perché non siamo mai stati appassionati di videogame e non siamo ragazzini: la F1 non è Mario Kart in cui nessuno si fa male o peggio, la vita non è un videogioco. E la nuova era della F1 deve tutelare i piloti. Hanno avuto anni per prepararsi e la prova del 9 si sapeva che sarebbe arrivata solo in gara. Adesso sappiamo che c’è tanto lavoro da fare e anche velocemente.
Barbara Premoli












