Un’ampia varietà di strategie pneumatici, che ha coinvolto tutte e tre le mescole disponibili, ha contribuito a rendere il GP di San Paolo uno dei più spettacolari della stagione, con battaglie in pista fino alla bandiera a scacchi. Lando Norris (McLaren) ha conquistato la sua seconda vittoria consecutiva dopo un weekend perfetto, consolidando la sua leadership in campionato. Il pilota Mercedes Kimi Antonelli ha ottenuto il miglior risultato della sua giovane carriera con un secondo posto, mentre il “driver of the day” è stato Max Verstappen, salito sul podio dopo essere partito dalla pitlane.
Le strategie di gara sono state un elemento chiave per un Gran Premio ricco di azione, reso ancora più complesso dalle condizioni della pista con temperature che non hanno mai superato i 29 gradi e una pioggerella intermettente all’inizio della giornata. In griglia erano presenti tutte e tre le mescole. Antonelli, partito dalla seconda posizione, ha scelto la Soft per cercare di superare in accelerazione il poleman Norris, che invece montava le medie. Tuttavia, una safety car al primo giro, seguita da una VSC, ha neutralizzato l’azione e ha contribuito a ridurre il carico di lavoro sui pneumatici in un momento cruciale della gara, con le vetture ancora cariche di carburante.
Verstappen, partito dalla pit lane con pneumatici Hard, un nuovo motore e assetto, era riuscito a risalire fino a metà schieramento prima del decimo giro. Tuttavia, è stato costretto a rientrare ai box in anticipo per montare le medie, a causa di una foratura lenta provocata dai detriti lasciati in pista dai numerosi incidenti e così ha dovuto ricominciare da capo la sua rimonta. La lotta per le prime posizioni ha visto protagoniste le due McLaren per gran parte della gara, entrambe con una strategia identica a due soste (Medium-Soft-Medium). Tuttavia, la scalata di Oscar Piastri è stata frenata da una penalità di 10 secondi per il suo coinvolgimento nell’incidente che ha causato l’ingresso della Virtual Safety Car. Verstappen ha adottato una strategia a tre soste utilizzando tutte e tre le mescole disponibili, riuscendo a risalire dall’ultima posizione fino a chiudere la gara, dopo 71 giri, a meno di dieci secondi dal vincitore. Mentre la grande maggioranza dei piloti ha effettuato due soste, Liam Lawson (Racing Bulls) e Nico Hülkenberg (Sauber) hanno concluso la gara in zona punti con due diverse strategie a una sola sosta. In totale, sono state adottate sette differenti varianti strategiche dai 17 piloti che hanno tagliato il traguardo.
Mario Isola, direttore motorsport Pirelli: “Interlagos riserva sempre sorprese e gare molto interessanti. Se lo scorso anno la pioggia è stata la variabile che ha regalato maggiore spettacolo, quest’anno abbiamo assistito a una varietà di strategie di gara che, combinate con le caratteristiche del tracciato, hanno favorito un numero di sorpassi superiore alla media. È stato sorprendente vedere Max Verstappen partire dalla pit lane e riuscire a salire sul podio al termine della gara: il campione del mondo in carica non smette mai di stupirci. Complimenti anche al giovane Kimi, che è riuscito a difendere la seconda posizione e a Lando Norris che ha concluso in testa dopo essere partito dalla pole.
Come previsto, Medium e Soft sono state le mescole favorite mentre la strategia più comune è stata a due soste. Il livello di degrado dei pneumatici, unito ai pit stop anticipati favoriti dalla neutralizzazione iniziale, ha probabilmente spinto definitivamente le squadre a seguire questa scelta, privilegiando le due mescole più morbide. La Hard non è mai stata realmente in gioco, poiché tendeva a scivolare eccessivamente a causa della pista nuovamente “resettata” dalla pioggia del mattino. Le finestre di sosta sono state diverse per ciascun pilota, generando distacchi variabili che hanno favorito le opportunità di sorpasso e, di conseguenza, lo spettacolo in pista. I soli due piloti che hanno concluso il GP con una sola sosta hanno ovviamente presentato pneumatici dall’aspetto più stressato rispetto agli altri, che avevano livelli di usura e graining inferiori rispetto a quelli della Sprint di ieri, ma hanno comunque dimostrato la validità della strategia a singolo pit stop. Da molto tempo, in una gara asciutta, non vedevamo in zona punti una così ampia varietà di strategie, da una fino a tre soste, con differenti combinazioni di mescole”.
























