Nel GP di Francia arriva la terza vittoria consecutiva per la Red Bull grazie a Max Verstappen, che ha passato Lewis Hamilton a due giri dalla fine,
conquistando la 13° vittoria in carriera. A completare il podio e la domenica di successo del team austriaco, il terzo posto del vincitore di Baku Sergio Perez. Con una strategia fotocopia di quella del GP di Spagna, quando la Mercedes ebbe la meglio sulla Red Bull, Verstappen si è fermato due volte contro l’unica sosta dell’inglese, sfruttando poi i pneumatici più freschi per avvicinare la Mercedes e passarla nel 52° dei 53 giri, conquistando la terza vittoria della stagione.
Una rivincita, dopo il ritiro di Baku e visto che
aveva perso il vantaggio della pole al via nei confronti del rivale, premiata anche dal punto extra per il giro veloce. Una giornata decisamente da ricordare per la Red Bull, che per la prima volta dall’inizio dell’era turbo-ibrida vince tre gare consecutive. Quarto, Valtteri Bottas, che si è lamentato con la Mercedes di essere stato ignorato quando li ha avvisati di passare a una strategia su due soste, quella fatta dalla Red Bull con l’olandese.
Giornata superba per la McLaren con Lando Norris quinto davanti al compagno Daniel Ricciardo, alla miglior gara dell’anno – finalmente! Settima l’AlphaTauri di Pierre Gasly, che ha avuto un ottimo passo per tutta la gara di casa, davanti all’Alpine di Fernando Alonso.
Terzo arrivo a punti consecutivo per Sebastian Vettel, che ha fatto un lungo primo stint con la sua Aston Martin chiudendo 9°, con il compagno di squadra Lance Stroll a completare la top 10 grazie a un sorpasso nelle fasi finali sulla Ferrari di Carlos Sainz, il migliore sulla Rossa in questa pessima giornata per la Scuderia, inspiegabilmente lenta al Paul Ricard, cosa che neppure i piloti sono riusciti a spiegare nel dopo gara, con Charles Leclerc 16°. Le loro dichiarazioni fanno riflettere: possibile non riescano a capire quale sia il problema del degrado così elevato delle gomme e almeno a migliorare un po’ la situazione? Sulla loro bravura non ci piove, ma in casi come questi viene spontaneo chiedersi se un veterano, un Raikkonen o un Vettel, non potrebbero essere più utili nel trasmettere informazioni agli ingegneri.
















