Quando ci divertivamo con il pallone e la Formula 1, gli aneddoti mai pubblicati di un inviato speciale – di Nestore Morosini – Grandi & Grandi Editori, 2017 – 240 pp – formato 15×21 cm – prezzo 15 euro (acquisti online 13,50 euro) – Libreria dello Sport, Via Carducci 9, Milano, tel 02 8055355 www.libreriadellosport.it
Nestore Morosini è uno di quei giornalisti destinati a non passare inosservati. Ha attraversato un’epoca e ancora non si è ancora stancato di regalare chicche ai suoi lettori. Per tanti anni (cominciò nel 1965 come correttore) è stato una firma del Corriere della Sera dove, dopo aver cominciato con il calcio, aver scritto di Olimpiadi, si è dedicato anima e corpo ai motori. Il suo ultimo regalo è un libro prezioso e divertente. Non una collezione dei suoi articoli migliori, ma di aneddoti e storie che ci permettono di entrare in confidenza con calciatori, piloti e star dello spettacolo che l’autore ha incontrato durante la sua carriera.
Si parte con Enzo Ferrari (e non poteva essere diversamente) e si arriva ad Ave Ninchi. In mezzo c’è tutto quello che ci si può aspettare da un cronista che ha raccontato lo sport dagli anni 60 a oggi. Gilles, Senna, Lauda, Patrese, Forghieri, ma anche Lady D, Michael Douglas e Catherina Zeta Jones. Balestre ed Ecclestone, ma anche Dalla, Ali, Fraizzoli, Zoff e Padre Eligio.
Leggendo i racconti e non conoscendolo verrebbe da dire: ma come inventa bene quest’uomo! Invece, essendone stato spesso testimone oculare, Morosini non ha esagerato, ma ha scritto quel che ha vissuto davvero, con la sua simpatia era impossibile resistergli anche per Michael Douglas… Racconta anche del suo amore per le auto stradali: per la Deltona gialla, la Peugeot Pininfarina e la Ferrari 355 rossa che gli fu rubata nel garage di piazza San Marco a due passi dal Corriere… O di quella volta che al volante di una Thema con motore Ferrari pensava di dare la paga ad Ayrton Senna che gli ricordò: “Nestòr, ricorda che il campione del mondo sono io“. Ma le sfide gli sono sempre piaciute. E una volta, quando era ancora un amante del footing, si trovò a duellare con un certo Lassie Viren (campione olimpico dei 5 e 10mila) senza riconoscerlo. Finì pure per fare lo sceriffo a Milan nell’Ohio, che per uno profondamente interista come lui deve essere stata una vera tortura. Ma ci sono anche la strage di Monaco ’72 vissuta in diretta, le barbarie dei militari in Argentina nel ’77, il sacrificio di Benjamin Moloise in Sudafrica. Un Morosini a tutto tondo. Quale è da sempre.
Redazione MotoriNoLimits
















