Quello che ormai nell’ambiente è noto come il ‘media blackout’ della Ferrari ritorna in Bahrain. Nel corso dell’inverno e poi nel primo GP della stagione in Australia, la Scuderia ha adottato un profilo bassissimo nella comunicazione coi giornalisti. il team boss Maurizio Arrivabene ha difeso a spada tratta l’approccio: “Si tratta di trovare un equilibrio“, ha detto spiegando che quest’anno la Ferrari sta cercando di mixare i metodi di comunicazione tradizionali con i social media e il digitale.
La Scuderia è stata un po’ più “aperta” in Cina, ma il giovedì in Bahrain il ‘media blackout’ è tornato, con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen che non hanno fatto incontri con la stampa. Secondo il tedesco Sport1, un portavoce del team avrebbe detto che Vettel era impegnato con eventi degli sponsor e non sarebbe stato “carino” dare l’intero carico a Raikkonen. E infatti oggi, come da programma che vedete in basso, solo TV Call, niente Press meeting. Una cosa è certa: speriamo che presto questo equilibrio venga trovato perché vi assicuriamo che non è bello non avere comunicazione e non ricevere più via mail i comunicati stampa post-libere, qualifiche e gara nel corso del weekend, come sempre avvenuto. Per info, le dichiarazioni post-libere sono state pubblicate alle 21.00 sul sito.
Considerando da quante persone è composto l’ufficio stampa di un team come la Ferrari e che tutte le squadre, anche le più “scalcagnate” li mandano puntualmente, per gli addetti ai lavori è una mancanza e, se vogliamo, anche una mancanza di rispetto per chi, scrivendo, dà gratuitamente e spassionatamente voce proprio a loro, ai protagonisti. Se non ci viene data la possibilità di avere notizie dirette, come possiamo trasmetterle ai lettori? E poi ci si lamenta che i social e i blog sparano cavolate… O magari si viene ripresi perché quello che si scrive non corrisponde al vero. Confidiamo in Arrivabene e nell’equilibrio. Perché i “social comments” di ieri non sono comunicazione, né per noi che facciamo questo lavoro da anni né per il pubblico giovane che si vorrebbe cercare di avvicinare alla Formula 1.
Barbara Premoli
















