In origine fu la Gelandewagen, “macchina della terra”, realizzata negli anni ’70 per diversi eserciti in tutto il mondo e poi venduta nella versioni civile Classe G – con pochissime modifiche – dal 1979: dura, pura e in grado di arrivare dove fino a quel momento pochissime quattro ruote avevano osato. Ma i tempi cambiano ed ecco che meno di vent’anni dopo sono le signore a volere il fuoristrada, sono i rappresentanti che ci fanno 10.000 km la settimana ed è chi vuole dominare la strada, sentirsi più sicuro e protetto. E allora fuori con l’ML con quella linea compatta più da berlina che da fuoristrada, che, se l’acerrima rivale Range Rover l’ha inaugurato, sviluppa nel più moderno dei modi il concetto di Sport Utility Vehicle. Nel frattempo la liason di Mercedes con la trazione a 4 ruote motrici si sviluppa divenendo un must sulle sue berline e station wagon più performanti: la sigla 4 Matic diventa sinonimo di sicurezza, guidabilità, ottima tenuta di strada su qualsiasi tipo di fondo stradale.
Oggi, la gamma 4 Matic della Casa della stella a tre punte è la testimonianza di un successo grandioso, il risultato di una ricetta dagli ingredienti raffinati e miscelati alla precisione, uno dei settori di mercato più vincenti (e redditizi) per Mercedes. Tanto che il suo sviluppo è al centro dell’annata 2015 dei tecnici di Stoccarda che, subito dopo
l’estate, presenteranno nei concessionari di mezzo mondo il programma SUV Attack, una vera e propria rivoluzione della proposta a 4 ruote motrici (ma non solo), a partire dalle denominazioni che saranno più identificative e incisive.
Si parte dalla piccola di Casa, la GLA, basata sulla già affermata Classe A a trazione anteriore. La speciale versione Enduro – termine evocativamente mutuato dall’ambiente motociclistico – sviluppata con l’apporto di Mercedes Italia, grazie alla trazione integrale e a nuove sospensioni che le permettono un’altezza da terra superiori di 43 mm rispetto alla normale GLA, sarà in grado di fare fuoristrada leggero e districarsi da molte situazioni impervie come neve, ghiaccio e fondi scivolosi.
Da poco rinnovato ma comunque sottoposto anche lui a un leggero lifting, sarà il SUV compatto che perderà la denominazione GLK per assumere quella di GLC, dove la C richiama la gamma delle berline medie di Mercedes e quindi lo identifica subito in un segmento ben preciso. Disponibile con 2 o 4 ruote motrici, con allestimenti più votati al fuoristrada che in passato e con motorizzazioni a gasolio e benzina (probabilmente anche una ibrida), sarà un mezzo in grado di sviluppare volumi di vendita che si preannunciano importanti.
Stessa operazione di “rinominazione” subirà anche il mitico ML di cui abbiamo parlato poco sopra: si chiamerà GLE, riprendendo appunto la gamma medio superior
e della Classe E. Questo sarà anche il banco di prova per l’esordio di nuove motorizzazioni più potenti ma contenute nella cilindrata, più pulite e rispettose dell’ambiente, fra le quali il 3.0 biturbo 6 cilindri che si posizionerà al top di gamma. Sia per la GLC che per la GLE poi, saranno proposte le versioni Coupé, capaci di contrastare l’inaspettato successo delle rivali BMW X4 e X6. Mentre la più grande GLE Coupé è già stata presentata sul mercato (con motorizzazioni 6 e 8 cilindri diesel e benzina, da 258 a 585 CV), la CLC Coupé è stato anticipata dal prototipo Vision che riprende le linee della sorella maggiore: due SUV modernissimi, sportivi
e dinamici, in grado di svecchiare e rendere più stuzzicante la gamma 4×4 tanto che, la GLE Coupé, in un futuro molto prossimo, sarà “portatrice” della nuovissima versione Hybrid Plug-In e protagonista del 4° capitolo della saga cinematografica Jurassic Park, diretta dal grande Steven Spielberg.
Non ancora confermato con assoluta certezza un altro cambio di nome, quello del Maxi-SUV GL (diffusissima negli Stati Uniti) che, in linea con le sorelle più piccole, potrebbe diventare GLS.
Quello che invece è sicurissima sarà che la colonna portante della gamma off-road rimarrà la Classe G, già sicura nei piani di sviluppo Mercedes fino al 2025. Lo dimostrano la presenza di versioni estreme e assolutamente favolose come la 6×6 a tre assi e la 4X4², dei veri e propri mezzi da sogno pensati soprattutto per i mercati arabi ma che potrebbero presto entrare normalmente in produzione.
Luca Marconetti
















