Un progetto speciale lega Mazda e Sky che – da lunedì 26 maggio fino al 30 giugno – racconteranno su Sky Arte e su Sky Sport “L’arte del calcio”, storie di chi, non solo con un pallone, è riuscito a cambiare le regole del gioco e della vita. Un’iniziativa ma anche un progetto di comunicazione che riflette in pieno il DNA di Mazda: cosi come i personaggi raccontati in “L’arte del Calcio” Mazda, nel corso della sua storia, ha saputo affrontare grandi sfide per migliorarsi sempre con un approccio assolutamente originale e con lo “Spirito di Hiroshima” che contraddistingue la multinazionale Giapponese. Laddove per gli altri le convenzioni sono formule che bisogna seguire, per Mazda quelle stesse convenzioni sono consuetudini da sfidare per migliorare. Questo modo di pensare è servito per introdurre innovazioni epocali nella progettazione delle proprie auto, come dimostra ogni Mazda in circolazione.

Con “L’arte del calcio”, Mazda celebra ancora una volta i “Challengers”, ovvero chi, come la casa automobilistica giapponese, ha saputo accettare una sfida ed è stato capace di affrontarla pensando fuori dagli schemi. A Giorgio Porrà, giornalista sportivo e conduttore televisivo, il compito di narrare questa storie che portano lo spettatore ad immergersi in affascinanti racconti accumunati da due parole chiave: sfida e cambio delle regole.
Parallelismi importanti che legano giocatori che hanno fatto la storia del calcio a personaggi o movimenti illustri nel panorama culturale. Una tra tante, ad esempio, la prima storia andata in onda lo scorso lunedì 26 maggio che ha raccontato quanto possa legare Andrea Pirlo, uno dei migliori giocatori della nazionale italiana, al geniale regista americano Stanley Kubrick: due menti pensanti, due registi lucidissimi, con una visione totale del loro campo di gioco e di una precisione millimetrica. Tante altre le storie che verranno raccontate, come quella tra Luigi Meroni, il giocatore ribelle che anticipò il ’68 e il movimento culturale della Beat Generation sviluppatosi dal secondo dopoguerra; tra il capitano della Roma, Francesco Totti e il regista bolognese Pier Paolo Pasolini, tra il giocatore giapponese Hidetoshi Nakata e lo scrittore/ viaggiatore Bruce Chatwin, tra Gigi Riva e Cristiano de Andrè e, per finire tra Arrigo Sacchi, l’ex allenatore che arrivò al Milan sconvolgendo la visione del campo da gioco e la corrente artistica dell’Astrattismo.
Barbara Premoli
















